"Lo farei se fossimo tutti d’accordo, ma non voglio restare col cerino in mano. Avanti di questo passo la legge sul lavoro tutelerà chi il lavoro non l'ha più"

LUGANO – Si apre o non si apre? No che non si apre! Domani, domenica 5 giugno, a Lugano le serrande dei negozi saranno abbassate. Non ci sono X-Cat, Ti-Tatoo o Nassa Boat che tenga. Tutto come previsto, dunque, considerato che il Dipartimento dell’economia ha negato l’autorizzazione, suscitando non pochi mugugni. Il tema è sempre quella benedetta legge federale che impedisce il lavoro domenicale.
Però nelle ultime ore è girata una strana e-mail che ha dato vita a un piccolo giallo. Una mail recapitata a diversi commercianti del centro secondo la quale il Cantone avrebbe all’ultimo momento fatto retromarcia autorizzando l’apertura straordinaria. Leggetela e distruggetela, era la raccomandazione che accompagnava la buona notizia, diffusa “in via confidenziale”.
“Quando sono stato informato – dice il commerciante Bruno Balmelli, che l’anno scorso aveva sfidato un divieto di apertura domenicale beccandosi una multa – ho pensato: finalmente qualcuno a Bellinzona si è svegliato e ha capito che domani in città non si possono tenere chiusi i negozi, indipendentemente dal risultato che avremo in termini di cassa”.
Il direttore del Dipartimento economia, Christian Vitta, conferma: “Non ho firmato alcuna autorizzazione ad aprire i negozi. È una bufala”, dice a liberatv.
Nelle ultime ore si è anche parlato di una sorta di rivolta collettiva che alcuni commercianti di Lugano avrebbero attuato domani, aprendo i loro negozi nonostante il divieto dell’autorità. Ma forse era la stessa cosa, si trattava della stessa e-mail.
“In ogni caso io non apro – dice Balmelli -. Lo farei se fossimo tutti d’accordo, ma non voglio restare col cerino in mano”. Poi spara contro “l’ottusità di nascondersi dietro le leggi è segno di cecità da parte della politica che non capisce lo stato drammatico in cui si trova oggi l’economia, che fra un po’ andrà a rotoli. Non c’è che dire: daremo ancora una volta una bella immagine di Lugano. Sono stufo di sentire la stampa, la politica, l’economia che piangono… In realtà siamo uno contro l’altro e non riusciamo a far fronte comune”.
E conclude: “Se andiamo avanti così la legge sul lavoro la applicheranno a chi non ha più lavoro”.
emmebi