CRONACA
"Il gol è penetrazione. Ho sempre fatto sesso disperato ma mi ha salvato la vita. Ho il cuore a sinistra e il corpo a destra. E mi suicido tutti i giorni"
Straordinaria intervista del DS della Roma Walter Sabatini, inseguendo Gabo Marquez: "Gira voce che prendo mazzette? Io non sono una mammoletta, ma considero normale l’onestà. Questo potrebbe essere il mio testamento spirituale, anche se altri due o tre mesi conto di viverli, nonostante sigarette e caffè"

ROMA – Un'intervista così non  si legge tutti i giorni. Specie nel Mondo del calcio. Anche perché, più che un'intervista, "potrebbe essere il mio testamento spirituale, anche se altri due o tre mesi conto di viverli, nonostante sigarette e caffè", come afferma Walter Sabatini al termine del colloquio con la Gazzetta dello Sport. 
 

E in effetti il direttore sportivo della Roma ha filosofeggiato a tutto campo con il giornalista del quotidiano sportivo. Di calcio, sesso, soldi, sentimenti. E letteratura. Perché è proprio il libro della sua vita, "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez, l'ispirazione di tutte le riflessioni dell'intervista. Un parallelo costante tra la sua vita e il romanzo del grande scrittore colombiano. 
 

Di seguito vi proponiamo alcuni stralci non strettamente calcistici (o non apparentemente). Per leggere il testo integrale clicca qui.   
 

"A me il sesso ha salvato la vita. Lo vedo da tutte le parti. Il gol ad esempio è penetrazione. Ho sempre fatto sesso disperato, quello che uno fa per attutire un dolore. Il problema degli uomini è ormonale. Quando si acquietano gli ormoni viene meno l’avidità, l’arroganza. Io speravo che i miei si tacitassero un po’ più in fretta, invece niente. Il sesso ti fa fare cose in eccesso e aiuta a tollerare il resto. Ancora oggi non riesco a sopportare una sconfitta".


"Io mi suicido tutti i giorni. Ho sempre avuto poco rispetto per la mia vita. Prima per una sorta di adorazione delle mie capacità psicofisiche. Pensavo di poter far tutto e lo penso ancora oggi, tant’è che sono un suicida senza successo".


"Io ho il cervello di sinistra e il corpo di destra, sempre in conflitto. Tante cose le ho fatte per il corpo. Loro (i proprietari statunitensi della Roma, ndr.) sono investitori, poi però tocca a noi. Ma si deve essere di sinistra sempre, nel calcio come nella vita".


"I calciatori non sono di destra, sono qualunquisti. Il calcio attrae vanità, perché intorno al calcio ci sono nani e ballerine. Diventa una patologia, ti fa pensare che sia importante solo un calcio d’angolo".
 

"Su di me girano storie di mazzette? Lo so e mi inquieta, ma senta, non permetto a nessuno di offrirmi neanche un caffè. So che il mio mestiere comporta il rischio di accuse cariche di frustrazioni, ma non mi interessa. La corruzione è del mondo, a volte è stata benedetta perché ha implementato nella storia la costruzione degli Stati. Io non sono una mammoletta, ma considero normale l’onestà".
 

""Penso di non esser stato bravo ad amare le persone. Qualcuna avrebbe meritato qualche carezza in più, prima di tutto mia madre Lina. Io invece ho macerato tutto dentro".

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