CRONACA
Sarà un Festival "blindato". La polizia alza la soglia di allerta. Il ministro Gobbi: "Non abbiamo indicazioni di possibili attacchi, ma...". Il comandante Cocchi ha stabilito la strategia, ma non svela le carte. Intanto Locarno stanzia 50'000 franchi per
Si parla di tiratori scelti mobilitati per garantire la sicurezza e di gruppi speciali pronti a entrare in azione nel giro di pochi minuti… Nessuna conferma ufficiale. Le misure sono top secret
LOCARNO – Sarà un Festival del film “blindato”. Magari l’aggettivo è un po’ sopra le righe, ma di sicuro durante i dieci giorni in cui il cinema sarà protagonista a Locarno il livello di allerta delle forze dell’ordine sarà particolarmente elevato. Si parla di tiratori scelti mobilitati per garantire la sicurezza e di gruppi speciali – le teste di cuoio - pronti a entrare in azione nel giro di pochi minuti… Nessuna conferma ufficiale, perché le misure che verranno adottate sono chiaramente e  logicamente confidenziali.

“Non abbiamo indicazioni di possibili attacchi terroristici - dice il ministro delle istituzioni, Norman Gobbi -. Ma è chiaro che la Polizia cantonale prenderà più precauzioni del solito in occasione di questo Festival”.

Il comandante della Cantonale, Matteo Cocchi, ha fatto il punto sulle misure da adottare con i suoi ufficiali. Non vuole però svelare le carte per motivi operativi e legati al dispositivo. Conferma solo che da parte della polizia ci sarà un livello di attenzione particolare che fa seguito anche alle misure adottate a livello svizzero a seguito del l'evolversi della situazione in Europa.

Intanto, la direzione del Festival del film ha chiesto alla Città di Locarno di stanziare un credito straordinario di 50'000 franchi per installare telecamere di videosorveglianza nei punti più sensibili del centro cittadino.

Se non sono, ragionevolmente, da temere attentati a Locarno, è ovvio che le stragi degli ultimi giorni indicano che qualcosa di imprevedibile può sempre accadere. Basta un “lupo solitario”… Com’è accaduto a Monaco.

In ogni caso, dopo il massacro di Nizza anche in Svizzera è stata alzata la soglia di allerta, e sono state emanate precise direttive da parte della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali.

Marco Bazzi

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