CRONACA
"Se verrà la guerra, marcondiro'ndero" , noi ce ne accorgeremo? Gli anticorpi che ci mancano per riconoscere l'arrivo di un conflitto armato
Come capire quanto è fondata e quanto è vicina? Come riconoscerla? Qual è la distanza tra un cyberattacco e un raid aereo? Che odore ha questa guerra? La maggior parte di noi non ne sa nulla. Sovviene Fabrizio De Andrè ("e tu/tu la chiami guerra/ e non sai che cos'è"). Quelli che l'hanno vissuta dal vivo, qui, nel cuore dell'Europa, sono quasi tutti morti. Forse gli slavi potrebbero darci qualche dritta o qualche migrante

di Andrea Leoni


Tira aria di guerra. Di guerra grossa. Quella con protagonisti i duellanti degli ultimi cinquant'anni: Stati Uniti e Russia. Così almeno scrivono e dicono quelli che ne capiscono.  



Negli scorsi giorni sono trapelate alcune notizie dai due Paesi. In Russia si fanno scorte di cibo e i civili si esercitano per ripararsi in caso di attacco. Dagli Stati Uniti si fa sapere che è pronto un cyberattacco "senza precedenti" contro il Paese governato da Putin. Lo ha anticipato la NBC e lo ha indirettamente confermato, con una dichiarazione inusuale, il vicepresidente Joe Biden.

 

Gli americani intendono così rispondere alle intromissioni - dicono di avere le prove - del Cremlino nella campagna elettorale per la presidenza. Affermano che i russi stanno pesantemente brigando a favore di Donald Trump e passano a Wikileaks le famigerate e-mail di Hillary Clinton.

 

Ma è evidente anche a chi non si occupa di politica internazionale per professione, che l'epicentro dello scontro in realtà è in Siria. Entrambi i Paesi affermano di voler combattere l'Isis ma gli alleati con cui fronteggiano il Califfato sono diversi. Putin fa asse con Assad e l'ex nemico Erdogan, gli statunitensi un po' a caso: con i curdi, alcuni Stati europei "imboscati" e, probabilmente già adesso, con qualche gruppo locale integralista poco raccomandabile. 

 

È più che plausibile pensare che dell'Isis non importi un granché ai due contendenti. Ciò che interessa è avere un peso dominante sulla regione. La Siria val bene una guerra. E se Putin fa la battaglia come la si è sempre fatta - commettendo dei crimini e con alleati brutti, sporchi e cattivi - il premio Nobel per la pace Obama prosegue nel solco della tradizione ipocrita che ha contraddistinto la politica a stelle strisce dall'invasione dell'Afghanistan ai giorni nostri. E anche prima a dire il vero. 

 

Gli americani, e chi li governa, porta inoltre sul groppone il "peccato originale" di questo incendio e di questo contagio di fanatismo: l'attacco all'Iraq e, successivamente, alla Libia.

 

Ma non è della crisi di quei Paesi così vicini e così lontani il tema di questo articolo. È di questa strisciante guerra grossa, che vogliamo scrivere. 

 

Leggendo le notizie degli scorsi giorni, di cui abbiamo accennato in principio, la sensazione di non avere gli anticorpi è stata potente. 

 

Come capire quanto è fondata e quanto è vicina? Come riconoscerla? Qual è la distanza tra un cyberattacco e un raid aereo? Che odore ha questa guerra?

 

La maggior parte di noi non ne sa nulla. Sovviene Fabrizio De Andrè ("e tu/tu la chiami guerra/ e non sai che cos'è"). Quelli che l'hanno vissuta in prima persona, qui, nel cuore dell'Europa, sono quasi tutti morti. Forse gli slavi potrebbero darci qualche dritta o qualche migrante. 

 

Le generazioni di europei che sono seguite alla seconda guerra mondiale non hanno combattuto. Cioè non hanno ucciso, non hanno patito la fame o la paura di un bombardamento.  I conflitti li abbiamo visti solo in Tv o al cinema. Che ne sappiamo  noi dei carroarmati per le strade…

 

Senza contare ormai che l'Occidente la guerra la fa con gli aeroplani o, peggio, con i droni: macchine pilotate da soldati con un joystic a migliaia di chilometri di distanza per uccidere le persone. E poi, una volta conclusa la missione, tutti a cena in famiglia o a giocare a bowling. Come fosse un videogioco.

 

Ma qui siamo già oltre. Siamo al combattimento. A mettere i brividi basta "il prima", ciò quello che stiamo vivendo adesso. "Se verrà la guerra, marcondiro'ndero" , noi ce ne accorgeremo? 

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

BANCASTATO

BancaStato mantiene la rotta: utile stabile a 47,6 milioni

27 AGOSTO 2026
LETTURE

Neutralità svizzera, un libro per capire come siamo arrivati fin qui

27 AGOSTO 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Matteo Bellini: "Jack Frusciante non è uscito dal sindacato (perché iscriversi a OCST)"

23 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Dieci voci dal mondo per aprire la stagione musicale del LAC

20 AGOSTO 2026
BANCASTATO

BancaStato, la pianificazione patrimoniale come bussola per le scelte di vita

18 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Il Pardo ruggisce in rumeno. Ecco tutti i film premiati. Giona Nazzaro: “Un palmarès vitale"

15 AGOSTO 2026
LiberaTV+

CRONACA

La donna annegata a Melide aveva denunciato un’aggressione una decina di giorni fa

19 AGOSTO 2026
SECONDO ME

Piergiuseppe Vescovi: "Torniamo ad essere la Lega!"

16 AGOSTO 2026
SECONDO ME

Niccolò Salvioni sul caso Zali: "Tre verifiche, tre organi, tre rimedi"

20 AGOSTO 2026