CRONACA
"Se il buon esempio non viene dalla presidente della Confederazione....". Matteo Caratti fa il contropelo a Doris Leuthard per la spesa alla Unes di Maccagno
Il direttore della Regione firma un editoriale critico sulla polemica dell'estate: "Probabilmente, se la ministra avesse saputo in che putiferio si sarebbe cacciata, avrebbe optato per qualche supermercato del Locarnese. Ma, ci chiediamo, non poteva immaginarselo?”
© Ti-Press / Francesca Agosta
POLITICA E POTERE

Regazzi: "Da verzaschese di adozione non è che mi piaccia molto vedere la Verzasca invasa di turisti....se la situazione diventasse insostenibile non si può escludere l'idea del numero chiuso. E sulla spesa di Doris Leuthard alla Unes Maccagno vi dico che

25 LUGLIO 2017
POLITICA E POTERE

Regazzi: "Da verzaschese di adozione non è che mi piaccia molto vedere la Verzasca invasa di turisti....se la situazione diventasse insostenibile non si può escludere l'idea del numero chiuso. E sulla spesa di Doris Leuthard alla Unes Maccagno vi dico che

25 LUGLIO 2017
BELLINZONA - La spesa di Doris Leuthard alla Unes di Maccagno, continua a tenere banco sulla stampa svizzera e ticinese. Questa mattina è il direttore della Regione Matteo Caratti a intervenire nella polemica con un editoriale pubblicato in prima pagina.

 


“L’eco della notizia - scrive Caratti - è stata tale che il Datec ha dovuto prendere posizione e ammettere: ‘Beh, sì, è vero, la Presidente ha fatto acquisti a Maccagno, mentre si trovava a trascorrere le vacanze nel comune del Gambarogno’. Probabilmente, se la ministra avesse saputo in che putiferio si sarebbe cacciata, avrebbe optato per qualche supermercato del Locarnese. Ma, ci chiediamo, non poteva immaginarselo, visto che la scottante questione è persino finita fra i temi di dibattito sotto la cupola federale?”.

 

“Chi tende ad assolvere la ministra - argomenta ancora Caratti - è pronto a dire ‘ein mal ist kein mal’ (ossia una volta non fa stato) sempre che la spesetta rimanga davvero un’eccezione. Questo per dire che va fatta una distinzione fondamentale fra chi qui vive e va sistematicamente a fare la spesa oltre ‘ramina’ e chi lo fa di rado, o in modo mirato su prodotti molto particolari che qui non si trovano. È evidente che chi qui guadagna e lavora dovrebbe anche chiedersi quali effetti generano alla lunga tali comportamenti sul tessuto economico. Esportare sistematicamente denaro nella zona di confine col turismo degli acquisti – la cifra ammonta ad almeno 500 milioni di franchi annui – danneggia a lungo andare l’economia ticinese!”.

 

Caratti ricorda quindi che il ministro SchneiderAmmann ha appena annunciato un pacchetto di misure per contrastare il turismo degli acquisti. Il direttore della Regione ricorda pure come questa settimana alcuni Consigliere Comunali bellinzonesi hanno presentato una mozione che propone di pagare il 10% dei gettoni di presenza e delle indennità per le sedute di commissione con buoni acquisto da spendere nei commerci ticinesi.

 

“Beh . chiosa Caratti - quel buon esempio che, se viene da un consigliere comunale… è allora a maggior ragione più che opportuno che venga dalla presidente della Confederazione!”

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