CRONACA
No a NO Billag, Maurizio Canetta dopo la vittoria fa il bilancio di una campagna infinita e durissima: "In questi mesi ho imparato ad ascoltare. E agli elettori che hanno votato SI dico: fidatevi di noi, manterremo gli impegni"
Intervista al direttore della RSI: "Al termine di questa campagna, a livello emozionale, mi rimane il coinvolgimento dei colleghi e di tutte le persone che fuori dall’azienda si sono spese a difesa di un’ideale, quello del servizio pubblico, in maniera del tutto disinteressata”
© Keystone / Ti-Press / Davide Agosta
COMANO - Maurizio Canetta ci richiama poco prima di entrare nello studio del Quotidiano, dove si appresta ad affrontare l’ultima di una lunga serie di interviste.

 

Gli rubiamo dunque i pochi minuti che lo separano dalla diretta, per raccogliere qualche spunto di carattere personale sulla netta vittoria contro l’iniziativa No Billag.

 

Una successo che in Ticino ha raggiunto il 65% dei consensi. Un risultato di ampie proporzioni che non era per nulla scontato alla vigilia nel nostro Cantone. Se lo aspettava? “Sul piano nazionale - ci risponde il direttore della RSI - la vittoria era attesa. Ma il nostro obbiettivo era una cartina unitaria di tutta la Svizzera schierata per il “no”. Ci siamo riusciti e c’è grande soddisfazione. Nella nostra regione l’unico elemento di turbamento è stato portato dall’ultimo sondaggio che dava una parità. Mentre la rilevazione precedente, quella di gennaio, aveva azzeccato perfettamente il risultato che poi è uscito dalle urne. Un altro dato che ci fa molto piacere è anche quello legato alla partecipazione”. E in effetti, quel 66% di voti, aggiunge una dose di brillantezza al successo conseguito dal fronte del NO.

 

Ora che è tutto finito chiediamo a Canetta se, guardandosi alle spalle, c’è un elemento particolare, a livello emotivo, che gli è rimasto più di altri in questa campagna? “Se devo sceglierne uno, a livello emozionale, mi rimane il coinvolgimento dei colleghi e di tutte le persone che fuori dall’azienda si sono spese a difesa di un’ideale, quello del servizio pubblico, in maniera del tutto disinteressata”.

 

Cosa ha imparato in questi lunghi mesi di confronto serrato? “Ad ascoltare. E poi a setacciare, separando l’acidità dalla sostanza”

 

Il direttore della SSR Gilles Marchand, in maniera sorprendente, ha commentato la vittoria presentando una lista di impegni molto concreti che la radiotelevisione pubblica intende realizzare nei prossimi mesi. “Sì e si tratta di un segnale che abbiamo condiviso fra tutte le antenne regionali. Quello di oggi non è un assegno in bianco per noi”.

 

Ha mai pensato di non vincere nel corso di questi mesi? “Di fronte a un voto popolare non hai mai delle certezze. L’unica vera grande certezza sono gli argomenti, quelli che abbiamo cercato di spiegare nel corso della campagna”.

 

Infine, Maurizio Canetta quale messaggio si sente di mandare a chi in Ticino ha votato di SI? “Di fidarsi di noi, di quello che diciamo oggi e che abbiamo detto nel corso della campagna. Abbiamo ascoltato e gli impegni che abbiamo preso, come ha ribadito oggi Marchand, vogliamo realizzarli davvero”.

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