CRONACA
Diverbio tra adolescenti in una classe di terza media, la docente riprende un allievo usando l’appellativo "musulmanino". I genitori contro la scuola: "Fatti gravi che non devono essere minimizzati, la legge svizzera non tollera razzismo, anche in forma s
Il Dipartimento Educazione Cultura e Sport – contattato da tio.ch/20 minuti – ha commentato l'accaduto affermando che "si tratta di una frase infelice, ma non voleva essere offensiva"
©Ti-Press / Gabriele Putzu
BREGANZONA – Un classico battibecco tra adolescenti alla Scuole Media di Breganzona è sfociato in fatti ben più gravi, quando tra i due litiganti è intervenuta la maestra.

Come riporta tio/20 minuti, a seguito di una discussione tra due studenti di terza media, la docente è intervenuta richiamando uno scolaro – di origini tunisine, ma cittadino svizzero – con l’appellativo "musulmanino".

L’episodio – risalente all’8 marzo scorso – non è passato inosservato dalla famiglia del giovane, il cui padre riveste un incarico nella comunità musulmana in Ticino. "Questi episodi sono gravi e non devono essere minimizzati – racconta il genitore a tio.ch/20 minuti –. La legge svizzera non tollera razzismo, anche sottoforma di scherzo".

La scuola, nel frattempo, ha cercato di calmare gli animi, organizzando un incontro tra i genitori dell’alunno offeso e l’insegnante, ma la riunione non ha portato gli esiti sperati.

Ad appesantire la posizione della docente ci sarebbe anche la frase "torna nel tuo paese e guarda se il Corano insegna a dire le parolacce". La versione fornita dal ragazzo, però, è stata prontamente negata dalla maestra, la quale per contro ha ammesso di aver utilizzato il termine “musulmanino” con leggerezza.

Il Dipartimento Educazione Cultura e Sport – contattato dal portale – ha commentato l’accaduto affermando che "si tratta di una frase infelice, che non voleva essere offensiva". Tiziana Zaninelli – responsabile dell’Ufficio delle scuole medie – ha aggiunto che non esistono linee guida per i docenti. “Si richiedono buonsenso e correttezza – afferma Zaninelli –. Il compito della scuola è anche insegnare il rispetto reciproco tra alunni e docenti”.
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