CRONACA
Il PS: "Lottiamo contro il flagello della tratta di esseri umani"
Mozione del Gruppo PS in Gran Consiglio contro la tratta di esseri umani. Ecco le domande poste al Governo
© Ti-Press / Francesca Agosta

BELLINZONA – "In Svizzera si stimano a 1'500 le persone vittime della tratta di esseri umani, ma la cifra è largamente sottostimata secondo Amnesty International, stando a quanto indicato lo scorso 18 ottobre 2018 in occasione della Giornata europea della lotta contro la tratta di esseri umani: i 2/3 di queste vittime sono schiavi moderni obbligati a lavorare nelle economie domestiche e in alcuni altri settori economici; 1/3 sono vittime della prostituzione". Inizia così la mozione del Gruppo PS in Gran Consiglio per una lotta risoluta contro la tratta di esseri umani.

"Il flagello della tratta di esseri umani – si legge – è stato oggetto anche di accorati interventi del Papa: “Papa Francesco non ha mai nascosto la sua grande preoccupazione verso il fenomeno della tratta di persone, che miete milioni di vittime - uomini, donne e bambini -, le quali possono essere annoverate tra le persone più deumanizzate e scartate ovunque nel mondo di oggi. La tratta di persone, dice il Santo Padre, è un «flagello atroce», una "piaga aberrante" e una ferita "nel corpo dell’umanità contemporanea.". All’inizio del 2015, Papa Francesco ha dedicato il suo messaggio annuale per la Giornata Mondiale della Pace alla lotta contro la tratta di persone: "Siamo di fronte ad un fenomeno mondiale che supera le competenze di una sola comunità o nazione," e quindi "occorre una mobilitazione di dimensioni comparabili a quelle del fenomeno stesso"".

Nel settembre 2015, il Santo Padre, rivolgendosi alle Nazioni Unite, affermava che a mali quali "la tratta degli esseri umani, commercio di organi e tessuti umani, sfruttamento sessuale di bambini e bambine, lavoro schiavizzato, compresa la prostituzione" non si può rispondere solo con "impegni assunti solennemente." "Dobbiamo aver cura che le nostre istituzioni", come pure tutti i nostri sforzi, "siano realmente efficaci nella lotta contro tutti questi flagelli" (Sezione Migranti e Rifugiati del Vaticano, Orientamenti pastorali sulla tratta di persone).".

E ancora: "Secondo la Segreteria di Stato della Migrazione (Istruzioni e commenti settore degli stranieri) "La nozione di tratta di esseri umani comprende gli atti volti a fornire risorse umane (donne, uomini e minori) in violazione della loro autodeterminazione e in circostanze di sfruttamento. Di norma gli autori della tratta di esseri umani fanno rete tra loro e operano in maniera strutturata, spesso in più Cantoni e al tempo stesso tramite contatti all’estero. Fanno parte della tratta di esseri umani tutte le forme di sfruttamento sessuale, lo sfruttamento di manodopera e il prelievo di organi umani".

Alla luce di quanto esposto e "affinché sia fatto tutto il possibile per individuare situazioni di tratta di umani presenti sul territorio cantonale e per tutelare adeguatamente le vittime", il Gruppo PS in Gran Consiglio porge al Governo le seguenti domande:

- Di finanziare un piano annuale cantonale di sensibilizzazione/informazione, attuato da enti attivi in ambito sociale specializzati sul tema tratta degli esseri umani, rivolto agli attori non direttamente implicati nella lotta alla tratta ma suscettibili di entrare in contatto con situazioni di tratta, ossia operatori sanitari e sociali operativi in contesti sensibili e operatori ancora in formazione

- Di organizzare un piano di sensibilizzazione delle polizie comunali, dei funzionari preposti al controllo abitanti nei Comuni e dei funzionari cantonali addetti al rilascio di permessi e autorizzazioni

- Di rafforzare le misure di protezione delle vittime di tratta: si chiede in particolare di fare in modo, attraverso mandati attribuiti ad attori del settore sociale, che tutte le vittime di tratta in situazione di indigenza e senza un alloggio (indipendentemente dallo statuto giuridico e dalla volontà di denunciare gli autori del crimine) possano usufruire di un collocamento in anonimato presso una struttura logistica, che preveda un accompagnamento sociale mirato da parte di operatori sociali specializzati sul tema della tratta di esseri umani

- Di garantire che le potenziali vittime di tratta siano informate sulla possibilità di richiedere e ottenere un periodo di recupero e riflessione, quando l’identificazione formale da parte delle autorità non è conclusa, e di garantire che vengano orientate verso un servizio specializzato che possa sostenerle in questo percorso. Alla vittima deve essere concesso un periodo di minimo 30 giorni durante il quale vengano garantite le prestazioni previste dalla Convenzione Europea di lotta contro la tratta degli esseri umani

- Di formalizzare un protocollo di presa a carico per le vittime di tratta dal momento dell’individuazione preventiva, che preveda per loro la possibilità di essere collocate in anonimato in una struttura specializzata, dove siano adeguatamente accompagnate e dove possano avere accesso alle misure previste dalla Convenzione Europea di lotta contro la tratta degli esseri umani

- Di formalizzare nel sopracitato protocollo che occorre prendere a carico tutte le vittime di tratta, indipendentemente da dove abbia avuto luogo il reato, conformemente all’art.12 della Convenzione Europea di lotta contro la tratta degli esseri umani e alla misura 22 del PNA 2016-2020. Uno Stato come la Svizzera, che ha ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani, è infatti tenuto a fornire le prestazioni previste nella Convenzione alle vittime di questo reato, che soggiornano nel suo territorio, ma sono state sfruttate all’estero. 

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