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Cronaca
13.03.2019 - 12:390
Aggiornamento : 13:22

Truffe online, anche Instagram nel mirino degli hackers. I consigli di Paolo Attivissimo per proteggersi sul web: "Password lunghe e diverse . Mai senza autenticazione a due fattori"

Il giornalista informatico: "I criminali non hanno un rapporto personale con la vittima. Colpiscono senza badare a chi attaccano"

TICINO – "Se non mi versi 500 franchi diffonderò il tuo video mentre ti masturbi", "Aiuto, sono bloccato all'estero e ho bisogno contanti per tornare in patria" e ancora: "Ciao, ho perso tutti i numeri di telefono. Mi ridai il tuo?". Questi sono solo alcuni degli esempi delle più frequenti truffe online.

Nell'ultimo periodo, i casi di ticinesi nel mirino degli hackers si sono moltiplicati. Dopo Facebook, anche il social network Instagram non sembra più essere un 'luogo sicuro' per gli utenti del web. Sulla piattaforma nata nel 2010, infatti, sempre più profili vengono clonati da esperti informatici che hanno come scopo quello di accedere ai dati personali della vittima.

Il modus operandi dei criminali informatici su Instagram è pressoché identico a quanto si verifica da tempo su Facebook. Si riceve una richiesta da un profilo clonato che porta nome, cognome e addirittura foto profilo identifica a quella del tuo amico. Tramite messaggio privato, il fake chiede il tuo numero di telefono inventandosi una scusa come "ho perso tutti i numeri" e sperando che la vittima caschi nel tranello.

Di come agiscono gli hackers, di come sfruttano i dati ottenuti e come difendersi dalle minacce del web ne abbiamo parlato con il giornalista informatico Paolo Attivissimo.

Paolo, cosa spinge gli hackers a tentare di truffare la gente?

"Il termine hacker, in realtà, è una parola neutrale che significa abile in informatica. Poi esistono quelli cattivi che usano il computer per fare del male, ma ci sono anche quelli che utilizzano il loro sapere e le loro abilità per le banche, i servizi di sicurezza nazionali, eccetera. Fatta questa premessa, le motivazioni per cui un criminale informatico tenta di truffare la gente sono essenzialmente due. Una è a livello personale: magari si cerca una vendetta contro un bersaglio ben preciso che può essere un personaggio pubblico, il vicino di casa, un ex partner e via dicendo. Il secondo motivo è il guadagno generico: prendendo il controllo di un account social di un'altra persona puoi 'bombardare' amici e contatti del proprietario di pubblicità e trappole che portano a un guadagno di soldi. In questi casi vale la legge dei grandi numeri. Se mandi un messaggio a diecimila persona, ce ne sarà sempre una che abboccherà...".

Come si combatte questo fenomeno?

"Non è possibile eliminarlo definitivamente. Ma credo che più si fa informazione- sensibilizzazione, più si educano le persone a questi pericoli e più sarà facile ridurre il problema".

Con quali criteri un hacker attacca una determinata persona?

"La maggior parte delle volte non c'è da preoccuparsi. L'hacker non ha un rapporto personale con la vittima. Il 90% degli attacchi arriva da aggressori generici, cioè gente che, senza badare a chi colpisce, vuole fare vittime in grande numero".

A quali pericoli si espone una persona che abbocca a queste truffe?

"Ogni dato personale diventa un appiglio per un inganno o una truffa. Affidare il proprio numero di telefono a uno sconosciuto significa che lo stesso può poi metterlo in rubrica, associarlo al nostro nome e da lì risalire al nostro account WhatsApp, Facebook, Instagram, Twitter, posta elettronica e così via. Il pericolo sta in quello che possano fare utilizzando l'account rubato...".

Come contrastare il fenomeno degli hackers in rete?

"Il primo comportamento sbagliato molto diffuso nella popolazione è che in molti utilizzano la stessa password dappertutto senza rendersi conto che è rischiosissimo. Se uno dei sistemi viene violato, la password viene messa in giro e il criminale informativo, che stupido non è, tenterà di entrare in tutti gli account con la stessa password ottenuta. Il primo suggerimento che mi sento di dare è quello di avere password diverse per tutti gli account. È un po' come tenere separate le chiavi di casa con quelle del lucchetto della bici: se mi rubano la bici non possono entrarmi in casa...".

Una volta truffati che succede? C'è la possibilità di muoversi legalmente?

"Difficile, molto difficile. Nella maggior parte di truffe online è quasi impossibile riottenere le cifre date e ottenere una condanna del truffatore. Più facile, invece, se si tratta di molestie personali. Teoricamente, una truffa è possibile denunciarla all'Interpol, ma non si muovono se stiamo stati disattenti a versare 500 franchi a uno sconosciuto che ci ha mandato la richiesta tramite mail. In alcuni casi c'è la possibilità di un avere un ricorso legale, ma è molto raro".

Infine, quali sono i tre consigli di Paolo Attivissimo per proteggersi sul web?

Non fidarsi di quello che leggiamo su internet: non tutte le fonti sono di buona qualità, password differenti e lunghe , tutelarsi con l'autenticazione a due fattori.

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