CRONACA
Come è cambiata la scuola negli ultimi cinquant'anni. "Era molto più rigida e severa. Oggi non c'è lo stesso rispetto nei docenti"
A Solduno si sono ritrovato gli alunni dell'annata 1959. Mauro Bricchi, organizzatore della serata: "Al giorno d'oggi è proibito anche solo pensare alle 'famose' bacchettate sulle mani"
FOTO Keina de Dominicis

SOLDUNO – "È stata una gioia e un’emozione indescrivibile". Con queste parole Mauro Bricchi descrive quello che è stato il “primo raduno ex alunni ed ex maestri scuole elementari-maggiori di Solduno 1965-1973”, tenutosi lo scorso 24 agosto presso una struttura alberghiera di Losone. "All’evento – spiega Bricchi, uno degli organizzatori – ha partecipato quasi l’80% di tutti quelli contattati. È stata anche l’occasione per festeggiare i nostri 60 anni, visto che la maggior parte di noi è nata nel ‘59.

"Fa sempre un certo effetto – spiega Bricchi – rivedere ex compagni dopo 50 anni. Abbiamo piacevolmente ricordato i vecchi tempi passati, rispolverando aneddoti curiosi, risfogliando alcuni quaderni assieme ai nostri maestri Francesca Ambrosetti, Fausta Dellagana-Stoppani e Giorgio Filippini. Toccante è stato anche il ricordo degli amici che sono scomparsi prematuramente”.

"Non sono mancati i paragoni fra la scuola di oggi e quella dei tempi nostri. Cosa è emerso? “Non è una novità affermare che rispetto ad oggi, la nostra scuola era molto più rigida e severa. Ma è il rapporto maestri-famiglia a essere cambiato. I nostri genitori nutrivano grande rispetto e fiducia nei nostri insegnanti. E di riflesso anche gli allievi portavano rispetto. Rispetto che, lo abbiamo potuto constatare, è rimasto intatto anche con il passare degli anni”.

E ancora: “Oggi, forse, la scuola non dà più troppo supporto alle famiglie e viceversa. I castighi che ci davano ai tempi li ricordiamo ancora oggi. Avevi paura ad andare a casa a raccontare che eri stato punito. Oggi, invece, tanti genitori contestano le decisioni della scuola. Basta pensare anche alle ‘famose’ bacchettate sulle mani … Non la chiamerei violenza, ma insegnamento rigido. Al giorno d’oggi è proibito anche solo pensare una cosa del genere”.

"Ho vissuto 22 anni in Brasile e al mio ritorno in Ticino ho avuto il desiderio di (ri)incontrarmi con gli ex compagni di scuola che quest’anno spengono o spegneranno 60 candeline. Un primo contatto su Facebook, a gennaio, e tutto è iniziato…È stato molto impegnativo rintracciare tutti gli ex compagni e docenti, abbiamo dedicato 8 mesi di preparativi. Una scommessa vinta, a detta dei presenti… un evento assolutamente indelebile".

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