CRONACA
Quasi un anno senza notize. Ed ora Americo Aldrovrandi è tornato a casa
Il 36enne era scomparso il 20 marzo del 2019, ora è rientrato a domicilio e gode di ottima salute, fa sapere la Polizia. Diversi i misteri che lo circondavano, dai capi di imputazione all'aggressione omofoba

CAPOLAGO – Non si avevano sue notizie da quasi un anno ed ora Americo Aldrovrandi è tornato a casa! Era sparito il 20 marzo 2019 ed ora la Polizia fa sapere come la “scomparsa inerente Aldrovrandi Americo, nato il 26.03.1984 è da revocare”.

Infatti, “l'uomo, in data 02 marzo 2020 ha fatto rientro presso il domicilio e gode di ottima salute.Non verranno rilasciate ulteriori informazioni in merito alla fattispecie. Ringraziamo per la preziosa collaborazione”.

Probabilmente, non si saprà mai che cosa è successo in questi lunghissimi mesi in cui nessuno ha avuto notizie di colui che veniva chiamato il gigante buono. Del suo caso si era occupato anche Chi l’ha visto, con un appello di un’amica.

Cosa si sa? Le ipotesi, lo ricordiamo, erano molte: un presunto rapimento, abbandonato al San Bernardino, un viaggio in Spagna, delle nuove compagnie. Si era avvicinato pare anche a persone musulmane. 

Nel corso della sua vita, Americo era stato messo a capo di una fiduciaria, di cui faceva il prestanome. Da qui gli sono derivati 17 capi di imputazione, anche se la Polizia pareva aver capito che era stato raggirato. 

D’altro canto, una delusione d’amore che lo aveva mandato quasi in depressione: non dormiva, si sentiva pericoloso per sé stesso, ma poi aveva trovato un equilibrio, perché da impulsivo era diventato riflessivo. A Riva San Vitale era stato oggetto di un’aggressione omofoba, da parte di un macellaio che poi, grazie a una raccolta di firme, era stato allontanato dal paese. Aldrovrandi non aveva reagito.

Particolarmente legate a lui sembravano essere la zia e la nonna, a cui non ha perô dato notizie per quasi un anno. La zia aveva iniziato a vedere i messaggi come visualizzati, senza risposta. Ad altri contatti, ha risposto qualcun altro, dicendo di essere un collega, e che Americo avrebbe contattato tutti (ma non sarebbe tornato).

Gli amici dicevano che nel periodo precedente la scomparsa, pur senza dare segnali di volersi allontanare, aveva paura, usava i cellulari degli altri per scrivere messaggi e chiamare, si era trasferito a Lugano. Nella vita, rilegava libri per un’associazione di Mendrisio e leggeva testi sulla spiritualità e frequentava un centro di meditazione. 

Da quanto avevamo appreso, aveva parenti all’estero. Per lunghi mesi, lo si è cercato, si è ipotizzato di tutto. Ora è a casa, e con la sua famiglia ricuciranno questi terribili mesi di vuoto.

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