CRONACA
In Ticino i 5 stelle registrano un aumento di presenze del 25%! L''82% dei turisti arriva dal mercato svizzero
Arrivi e pernottamenti sono comunque diminuiri del 16,7% e del 3,5%, con differenze tra le varie regioni: male Bellinzonese e Mendrisiotto, in negativo ma un po' meno il Luganese, in crescita l'area del Lago Maggiore e delle Valli

BELLINZONA - Quest'anno, secondo i dati comunque provvisori forniti dall’Ufficio federale di statistica (UST), nel corso del trimestre giugno-luglio-agosto la domanda di turismo alberghiero nel canton Ticino è diminuita di 72'020 arrivi e 32'417 pernottamenti, per un calo percentuale del 16.7% e del 3.5% rispettivamente, fa sapere l'Osservatorio del Turismo.

Nel complesso, arrivi e pernottamenti alberghieri sono stati 359'926 e 903'249. I movimenti turistici estivi, come quelli primaverili, risentono di fattori particolari in quanto sono stati
chiaramente influenzati dalle restrizioni messe in atto sia a livello nazionale che internazionale per far fronte alla pandemia di coronavirus e, successivamente, dall'allentamento delle stesse.

A luglio e ad agosto i pernottamenti alberghieri sono cresciuti in maniera importante dopo un quadrimestre (marzo-giugno) particolarmente negativo. In primo luogo, va sottolineato come il dato estivo sia ascrivibile per larghissima parte alla domanda interna, la quale ha generato l’82.6% del totale dei pernottamenti (nel 2019 era il 59.9%). Secondariamente, guardando la diversa dinamica di arrivi e pernottamenti, vale la pena sottolineare come a crescere sia stata la durata media di soggiorno, risultando essere più elevata rispetto al trend del periodo.

Nel panorama nazionale, il Ticino è una delle regioni turistiche che ha affrontato meglio l’impatto della pandemia nel corso dell’estate, assieme ai Grigioni (-2% di pernottamenti) e alla regione di Giura e Tre Laghi (-5.1%). Nel complesso delle rimanenti regioni turistiche la flessione delle presenze alberghiere è notevole, con cali dei pernottamenti fino al 76.4% a Ginevra e 72.3% a Zurigo. Rispetto al 2019, la Confederazione ha perso il 37.5% dei pernottamenti alberghieri tra giugno e agosto. 

Tornando al canton Ticino, a livello di OTR si notano alcune importanti differenze. Le regioni del
Bellinzonese (-19.7%) e Mendrisiotto (-21.1%) hanno generato cali importanti nelle presenze
alberghiere nel corso dell’estate. Nel Luganese, al di là della provvisorietà dei dati, la tendenza negativa (-8.8%) è simile a quanto osservato in altre zone urbane svizzere con un calo dei principali indicatori generato, in larga parte, dall’assenza di arrivi dai mercati esteri. Infine, da sottolineare vi è il dato positivo dell’area del Lago Maggiore e Valli (+4.0%), regione che è riuscita a fare il pieno della domanda proveniente da oltre Gottardo, bacino storicamente affine alla regione del Sopraceneri e che, a causa della situazione incerta, ha preferito rivolgersi verso le destinazioni nazionali.

Anche per le diverse categorie alberghiere si possono osservare due diverse tendenze: le strutture di categoria fino ai 3 stelle hanno generato un calo medio attorno all’8.5% mentre i 4 stelle (+0.9%) e 5 stelle (+25.5%) sono riusciti a registrare un aumento complessivo delle presenze estive. In particolare, le strutture a 5 stelle sembrano essere riuscite a intercettare nel migliore dei modi una domanda di turismo giocoforza plasmata dall’impatto del coronavirus.

In conclusione, come già accennato, la domanda proveniente dalla Confederazione è stata
massiccia nel corso dell’estate, facendo registrare livelli di crescita del 15.7% negli arrivi e del 32.5% nelle presenze alberghiere, rispetto al 2019. Al contrario, la domanda estera continua ad essere in forte calo e nei tre mesi estivi ha generato il 57.7% di pernottamenti in meno rispetto al 2019.

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