CRONACA
Si può andare da parenti o amici non autosufficienti nelle zone rosse, possibile anche recarsi dai figli nei casi dei divorziati
Il Governo italiano fa sapere che " restrizioni sono valide per tutte le persone presenti sul territorio italiano, a prescindere dalla loro nazionalità", dunque per gli svizzeri valgono le stesse norme che per i cittadini italiani

ROMA - Cominciano a essere un po' più chiare le norme relative alle zone rosse e arancioni italiane e a quello che si può fare e ciò che è vietato. Sono parecchie le famiglie e le coppie che sono state seperate a causa delle misure italiane, un po' come a marzo. I social si riempiono di domande e di messaggi pieni di angoscia, di chi sa che dovrà rivivere i mesi di separazione, stando ancora peggio perchè consapevole delle sofferenze che una divisione porta.

Il sito del Governo italiano ha finalmente chiarito che per i cittadini stranieri valgono le stesse norme che per gli italiani. "Le restrizioni sono valide per tutte le persone presenti sul territorio italiano, a prescindere dalla loro nazionalità. Per gli spostamenti da e per l’estero, oltre a tali restrizioni, si è altresì soggetti alle specifiche disposizioni relative a ciascuno Stato estero, reperibili sul sito istituzionale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale", si legge.

Dunque, per rispondere alle varie domande, ci si deve "comportare" come gli italiani. Si può andare, in caso di necessità, da un parente non autosufficiente, ma viene sconsigliato se esso è particolarmente vulnerabile. Per quanto concerne le famiglie, "gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti". 

Non si parla di affetti, dunque fidanzati, compagni o parenti non conviventi. 

Per chi desidera recarsi ai luoghi di culto, lo si può fare scegliendo quello più vicino a casa, anche fermandosi durante gli spostamenti consentiti.   

Molti italiani sono partiti per raggiungere le seconde case, ma "l’accesso alla seconda casa può essere consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni". Per contro, è sempre garantito il rientro a domicilio.

Queste sono le norme più stringenti che si applicano alle zone rosse, al momento Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Calabria. Per le zone arancioni o gialle, ci si può spostare senza limiti (non servono insomma autocertificazioni, come nelle zone rosse) dalle 22 alle 5. In questa fascia di orario "sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute", anche se sono consentiti gli spostamenti per raggiungere persone bisognose. 

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