Foto tratta dal video
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17.02.2022 - 23:390

Scene da Full Metal Jacket a Liestal: due soldati insultati e bastonati da un sergente

Il portavoce dell'esercito Daniel Reist: "Non accettiamo o tolleriamo un simile comportamento”

LIESTAL – È una scena di quelle che si pensa che oggi, nell’esercito dei paesi civili e democratici, non succederebbero più. Eppure succedono ancora. Verso la metà di gennaio nella caserma di Liestal, nel Canton Basilea Campagna, un sergente ha iniziato a umiliare e molestare due soldati, costringendoli a strisciare sul pavimento. Forse in preda a un raptus di megalomania, o forse semplicemente psicopatico in stile Arancia Meccanica, il sottufficiale urlava insulti ai due soldati mentre li prendeva a calci e li colpiva violentemente con un bastone. Mal per lui che qualcuno ha filmato l’intera scena che dura una ventina di minuti.

 

Il fatto, di cui ha dato notizia 20 Minuten, è accaduto al termine di un’esercitazione e secondo un testimone l’atto di nonnismo aveva lo scopo di divertire i superiori. “È stato degradante e pura molestia”, ha raccontato. L'esercito è venuto a conoscenza dell’accaduto solo ieri sera, e ha subito aperto un'inchiesta condannando il comportamento del sottufficiale, che forse pensava di essere il sergente maggiore Hartman in Full Metal Jacket, per citare un’altra pellicola: “Questo video mostra scene che non corrispondono in alcun modo ai valori dell'esercito. Non accettiamo o tolleriamo un simile comportamento”, ha dichiarato a 20 Minuten il portavoce Daniel Reist.

A seconda dell'esito delle indagini sarà coinvolta la giustizia militare. L'esercito sostiene di non essere a conoscenza di un eventuale clima di oppressione nelle caserme.

IL COMUNICATO DI GIOVENTÙ COMUNISTA

È emerso in questi giorni un video dalla caserma di Liestal, nel quale viene ripreso un sergente che percuote violentemente dei soldati costretti a strisciare per terra. È semplicemente vergognoso: si tratta di un gravissimo caso di abuso da parte dei quadri dell’esercito!

Scene come queste non sono però, come gli ambiti militaristi affermano, dei casi isolati. Il nonnismo è strutturale nell’esercito svizzero, che per natura è reazionario, classista e al servizio della borghesia! In caserma, infatti, si respirano valori malsani come l’omologazione e l’ubbidienza cieca. Purtroppo, eventi come questi vengono spesso percepiti come un gioco (cosa gravissima!), ma provocano ferite fisiche e psicologiche in numerose reclute e promuovono una cultura e una forma mentis violenta ed irrispettosa.

Come Gioventù Comunista ribadiamo la nostra convinta critica all’esercito svizzero, che è uno strumento reazionario in mano alla borghesia e al soldo degli interessi atlantici, ed invitiamo i giovani svizzeri a preferire il Servizio Civile, alternativa ben più utile dal punto di vista sociale. Inoltre, ricordiamo alle reclute che dovessero subire degli abusi che possono rivolgersi al Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), che offre il suo aiuto in situazioni come queste.

 

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