CRONACA
"Pericolo dai server russi in Svizzera, così Mosca influenza le votazioni"
“In quanto paese neutrale, la Svizzera deve fare il massimo per evitare cyber guerre"

ZURIGO - La Svizzera è diventata una piattaforma privilegiata dai russi per lanciare cyberattacchi nei paesi occidentali, Italia compresa, soprattutto nell'imminenza di appuntamenti elettorali. L'obbiettivo di Mosca, come ha scritto ieri il Blick, entrato in possesso di un rapporto confidenziale del SRC, il Servizio di Informazione della Confederazione, è quello di dividere l'Occidente, influenzandone le elezioni. "Siamo convinti - rilevano gli 007 elvetici - che Mosca utilizzi dei server svizzeri per questo scopo, ciò che mette a repentaglio la sovranità del nostro Paese”.

Anche le elezioni federali, previste in Svizzera nell'autunno del 2023, correrebbero il rischio, sempre stando al Servizio di Informazione della Confederazione, di venire condizionate dal grande fratello russo. Oggi, a meno di un mese dalle Politiche in Italia viene automatico, per Berna, guardare a sud, dove il sospetto di manovre russe destabilizzanti, grazie anche alla presenza di personalità in sintonia con Putin, non è campato in aria.

"In quanto Paese neutrale la Svizzera deve impedire una cyberguerra dal proprio territorio", insorge l'esponente socialista elvetico, Fabian Molina. Perché, per i cyberattacchi, i russi si appoggino alla Svizzera tenta di spiegarlo Markus Christen, ricercatore all'università di Zurigo e autore di analisi sull'etica dei sistemi di comunicazione, sull'intelligenza artificiale e sulla cybersicurezza. "È verosimile che delle differenze giuridiche, rispetto all'UE, rendano i server svizzeri più interessanti". Server che vengono impiegati da società di copertura, ai cui beneficiari è difficile risalire. Un campo, peraltro, quello delle società paravento, in cui la Svizzera si è creata un'esperienza di decenni, quando il suo segreto bancario era molto più ermetico. Inoltre, va detto che, contrariamente ad altri governi occidentali, quello svizzero ha sciaguratamente rinunciato ad espellere le spie russe travestite da diplomatici.

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