CRONACA
"Anche la Svizzera dovrà adeguarsi al divieto di auto a benzina"
Il portavoce del Touring Club Svizzero Laurent Pignot non serve introdurre divieti bensì lavorare per migliorare le condizioni quadro in cui le case automobilistiche possono produrre veicoli ecologici

BERNA - L'Unione Europea ha deciso di vietare, a partire dal 2035, la vendita di nuovi veicoli a benzina, una scelta destinata a rivoluzionare il mercato dell'auto, accelerando la transizione ecologica. E la Svizzera? Come noto, non fa parte dell'UE ma è strettamente interconnessa a essa. Secondo il portavoce del TCS, bisognerà adeguarsi, senza introdurre divieti bensì con incentivi.

"La nuova mobilità, che non solo è più ecologica ma anche più automatizzata e autonoma, deve poter sfondare attraverso buone condizioni quadro, incentivi e, se necessario, finanziamenti, e non attraverso divieti", ha spiegato infatti al CdT Laurent Pignot del Touring Club Svizzero.

"Nel settore della mobilità sono previsti severi regolamenti, nonché incentivi e sovvenzioni per promuovere la trasformazione ecologica del traffico stradale. Questo sembra corretto in linea di principio", è la sua opinione.

La Svizzera non può esimersi dall'adeguarsi a quanto stabilito dall'UE ma non vuole, appare chiaro, arrivare a divieti. Pignot è convinto che lavorando su condizioni quadro interessanti e sulla innovazione (specificatamente, al momento, idrogeno e carburanti sintetici, non si sa però su che cosa si potrà puntare domani) si arriverà a abbandonare in modo spontaneo la produzione di auto a benzina, anche se esse devono poter ancora circolare e non si arriverà per forza alla fine del motore a carburante. 

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