Emergono i primi dettagli sul caso del 37enne sotto inchiesta per presunti reati legati alla sfera intima di ragazze minorenni

GIUBIASCO - Emergono i primi dettagli sul caso del docente ticinese 37enne, che da circa dieci anni insegnava alle medie di Giubiasco, ed è stato arrestato due settimane fa per presunti reati legati alla sfera intima di alcune minorenni. L’addebito principale contestato all’uomo è quello di atti sessuali con fanciulli. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni.
LaRegione ha raccolto testimonianze all’interno dell’istituto, secondo le quali nell’ambiente scolastico circolavano già da tempo voci sui comportamenti del docente. Il quotidiano parla di ricreazioni trascorse “in classe con un’allieva di quarta media” e riferisce inoltre che l’uomo “ci provava spesso con allieve dell’istituto”. Si tratta, allo stato attuale, di elementi non confermati ufficialmente e che vanno quindi considerati con la massima prudenza, anche perché l’inchiesta si trova ancora in una fase iniziale.
LaRegione e il Corriere del Ticino aggiungono che il docente era attivo anche in ambito sportivo e aveva ricoperto in passato ruoli dirigenziali in un club del Bellinzonese frequentato da ragazze. Ma l’attuale presidente del sodalizio esclude di aver mai raccolto testimonianze o sentito voci di questo genere, lasciando quindi per ora il quadro confinato al contesto scolastico. Inoltre, laRegione aggiunge che il docente era anche ufficiale dell'esercito.
Sul fronte istituzionale, un elemento nuovo è rappresentato anche dalla lettera inviata ieri alla comunità scolastica, anticipando di qualche ora la comunicazione ufficiale di Procura e Polizia. Nella missiva, il direttore della sede Michel Fregni e la direttrice della Sezione dell’insegnamento medio Tiziana Zaninelli scrivono che i fatti “sconcertano, addolorano e suscitano legittimi interrogativi”. Nello stesso testo, direzione, Sezione del DECS e corpo insegnante assicurano di essere pronti ad accogliere e accompagnare allieve e allievi “con la professionalità, l’attenzione e la cura” necessarie in un momento tanto delicato.
Fregni e Zaninelli, riferisce laRegione, garantiscono inoltre la volontà di restare accanto al corpo insegnante, agli allievi e ai genitori “con l’aiuto che sarà necessario in termini di risorse e collaborazione”, affinché la scuola possa continuare a essere “comunità, luogo di fiducia e centro di valori”, nonostante una quotidianità inevitabilmente scossa da quanto accaduto.
Il DECS ha precisato che gli accertamenti hanno preso avvio a metà marzo in seguito a una segnalazione trasmessa dai propri servizi appena sono emersi possibili comportamenti di rilevanza penale nei confronti di una persona minorenne. Nelle scorse settimane il docente non era già più attivo nella scuola; ora è stato sospeso con effetto immediato ed è stata avviata nei suoi confronti anche un’inchiesta disciplinare.
Per il momento, vista la delicatezza dell’indagine e la necessità di tutelare le presunte vittime, le autorità mantengono il massimo riserbo.