CRONACA
Fenomeno Antonelli. Alex Fontana: "Cresciuto in fretta. Mondiale? Può perderlo solo lui..."
Il pilota ticinese commenta la straordinaria cresciuta del 20enne della Mercedes: "Che fosse un fenomeno era già chiaro. Ma non credevo potesse maturare così in fretta"

LUGANO/MONZA – Andrea Kimi Antonelli è nella storia. Il giovane pilota della Mercedes – 20 anni compiuti da poco – sta rapidamente bruciando le tappe. Va veloce in pista e anche fuori. Qualora ci fossero dubbi, tutto il mondo si è accorto del suo talento nell’ultimo weekend di Formula a Monza. Partito dalla 19esima posizione, il pilota italiano ha compiuto la rimonta dei sogni fino al gradino più alto del podio. Un’impresa che, volenti o nolenti, resterà nella storia del motorsport come quelle compiute da chi ci è riuscito prima di lui. Vincere a Monza è sempre significativo. Se a farlo è un giovane pilota italiano leader del mondiale, ancora di più.

La pista di Monza la conosce bene anche Alex Fontana, pilota ticinese più volte vincitore sul tracciato lombardo in diverse categorie, l’ultima nel 2025 nel GT Open. Lo abbiamo intervistato per parlare del fenomeno Antonelli, dell’inevitabile ruolo da favorito nel mondiale e il rapporto con il compagno George Russel.

Alex, un successo così rapido di Kimi Antonelli ti ha sorpreso o è qualcosa che ti aspettavi?

“Sapevo che sarebbe arrivato, ma non credevo potesse maturare così in fretta. Mi spiego: che Antonelli fosse un fenomeno era già chiaro. Dominatore di qualsiasi categoria (salvo la Formula 2) e talento senza discussione, appoggiato già da bambino da un costruttore e messo in condizione di vivere a pane e piste preparandosi al meglio. In Formula 2 abbiamo visto però degli alti e bassi, diversi errori e semplici performance mancate abbastanza comuni in un debuttante. Arrivando diretto in Formula 1 da quell'annata mi sarei aspettato un apprendistato più lungo. Sicuramente avere l'auto migliore aiuta, perché anche sé sei un talento, guidando un'auto che a malapena entra in top 10 ti mette in una luce completamente diversa, però il confronto con il compagno c’è eccome, quindi anche questi argomenti non sussistono più di tanto”.

Cosa ti ha colpito di lui come pilota?

“Come pilota, i pochi errori, considerato la sua età. Ma in realtà mi colpisce molto di più la persona. Genuina, gentile, umile, tratti rari in uno sportivo ad alto livello, specie di questo successo”.

Dopo l’ottimo avvio di stagione e la vittoria a Monza, non ci sono dubbi su chi è il favorito al mondiale?

“Può solo perderlo da solo. Il suo compagno é l'unico vero rivale, ma mentalmente credo stia subendo un colpo durissimo, alla quale sarà difficile riprendersi. Salvo improvvisi problemi di affidabilità, credo sia intoccabile”.

Cosa dovrà non sottovalutare Kimi per centrare il suo obiettivo?

“Continuare a lavorare nella sua parte del garage gara per gara, non farsi trascinare in duelli fratricida con Russel, ma tenersi quanto più possibile a distanza e tirare punti in casa senza peccare di superbia. Non tutte le gare usciranno magiche come Monza, e sono proprio quelle da prendere con le pinze e limitare i danni”.

Il suo compagno Russell come ne esce dal confronto?

“Personalmente, distrutto. Ha tenuto testa a Hamilton per poi venire schiacciato da un giovanissimo appena arrivato. Hanno la macchina migliore del lotto, era la sua occasione per conquistare un mondiale senza troppa concorrenza e cambiare la storia della sua carriera, invece il rischio che rimanga a mani vuote é sempre più alto. Può darsi che in futuro non sarà più la Mercedes la dominatrice, e di conseguenza perdere la chance di tutta una carriera. Chiedete a Leclerc, l'assoluto predestinato ma a mani vuote da quasi un decennio. Il tempo passa per tutti”.

Tra Kimi e George rischia di compromettersi il rapporto per la stessa ambizione?

“I buoni rapporti tra compagni si riescono a mantenere quasi solo nelle gare endurance di GT e Prototipi, dove impari a condividere l'auto con qualcuno. Nelle Formula non é possibile, si arriverà sempre a un punto di rottura quando il vincitore può essere soltanto uno”.

Farebbe bene Mercedes ora a proteggere e favorire Antonelli?

“Assolutamente sì. Ricordiamoci di McLaren che per poco non buttava via il mondiale l'anno scorso, a furia di lasciarli scornare”.

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