Vinciane Stucky, che ha perso il figlio diciassettenne nell'incendio del Constellation, si oppone al progetto del Comune di rivestire la facciata del locale con pannelli decorati da stelle

A quasi undici mesi dalla tragedia di Crans-Montana, Vinciane Stucky non ha intenzione di arrendersi. Suo figlio Trystan aveva soltanto 17 anni quando ha perso la vita nell'incendio del bar Le Constellation, la notte di Capodanno. Oggi sua madre combatte una battaglia che riguarda la memoria delle 41 vittime: impedire che i loro volti vengano cancellati dal luogo in cui hanno perso la vita.
Come racconta il Blick, al centro della polemica c'è il progetto annunciato dal Comune di Crans-Montana per sistemare l'esterno del locale, ancora chiuso e posto sotto sigillo dopo l'incendio.
L'intenzione delle autorità è rivestire temporaneamente la facciata con pannelli di legno decorati da stelle, creando uno spazio commemorativo sobrio e rispettoso. I familiari potranno chiedere che vi venga inciso il nome dei propri cari.
Ma Vinciane Stucky vede in questa operazione qualcosa di profondamente diverso da un omaggio alle vittime.
"Ora Le Constellation viene abbellita per i turisti", denuncia al quotidiano zurighese.
Secondo la madre di Trystan, l'obiettivo sarebbe soprattutto quello di nascondere le tracce della tragedia in vista delle festività, evitando che i visitatori della località turistica vengano turbati dalla vista del locale devastato.
"Si tratta di garantire che le festività si svolgano nel modo più tranquillo possibile per la comunità e che i turisti non vengano disturbati", afferma.
La donna definisce il progetto "scioccante" e accusa le autorità di voler mettere un velo su quanto accaduto. "Come sempre a Crans-Montana, la cosa verrà insabbiata", sostiene.
"Mio figlio aveva un volto. E quel volto deve rimanere lì"
La richiesta di Vinciane Stucky è semplice: non limitarsi a incidere i nomi delle vittime sul memoriale, ma mostrare anche le loro fotografie.
Una proposta che, secondo quanto racconta al Blick, sarebbe stata respinta perché le immagini avrebbero potuto turbare i residenti della zona.
Una motivazione che la madre di Trystan considera inaccettabile.
E annuncia di essere pronta a intervenire personalmente per mantenere viva la memoria del figlio.
"Farò in modo che la foto di mio figlio rimanga lì appesa. Se necessario, la riappenderemo sei volte al giorno. Riprogetterò personalmente questo memoriale".
Per Vinciane Stucky, la questione va ben oltre l'aspetto estetico della facciata o la sistemazione di un edificio.
Suo figlio e le altre quaranta persone morte nell'incendio non possono essere ridotti a un elenco di nomi o a una data sul calendario.
"Non sono numeri, non sono statistiche e non sono semplicemente le vittime del 1° gennaio", ricorda.
Erano bambini, adolescenti, donne e uomini. Persone con una famiglia, amici, sogni, progetti e un futuro che l'incendio ha cancellato.
"Avevano un volto, una personalità, una famiglia, degli amici e una storia tutta loro, e un'intera vita davanti a sé".
La madre di Trystan non contesta la necessità di proteggere l'edificio e di sistemarne l'esterno. Ma rifiuta l'idea che la tragedia possa essere nascosta dietro una decorazione.
"Cancellare ciò che è accaduto qui con una copertura a forma di stella non deve mai accadere", afferma.
E conclude con una richiesta che è anche un appello alla memoria collettiva: "Tutti, residenti e turisti, devono poter vedere i volti delle persone che hanno perso la vita qui".
Perché, per chi ha perso un figlio, ricordare non significa soltanto incidere un nome su una parete. Significa impedire che quel volto, e la vita che rappresentava, vengano dimenticati.