Quanto costa il personale dello Stato? Dove sono previsti i tagli? Perché non si possono fare gli sgravi? Ecco tutte le risposte del Governo. Con molte altre curiosità

BELLINZONA – È lungo 82 pagine e racconta la visione del Governo per il Ticino del prossimo anno. Quanto il Cantone spenderà e quanto incasserà. Cosa potrà fare e cosa non farà più. Tagli, aumenti, bilanciamenti. È il preventivo. L’atto politico più importante che il Consiglio di Stato presenta ogni anno.
È vero, è noioso. Ci sono un sacco di cose migliori in cui impiegare il proprio tempo. Però è importante, soprattutto in tempi incerti come quelli che stiamo vivendo. Perché, infondo, qua dentro, ci sono cose che toccheranno la nostra quotidianità, la nostra vita. Perciò magari, una lettura veloce merita.
Eccovi un sunto del documento che il Consiglio di Stato in corpore ha presentato questa mattina Bellinzona. Tutti i passaggi sono tratti dal messaggio governativo. Essendo una sintesi, la scelta dei paragrafi e i relativi tagli, è naturalmente arbitraria. Nessuno se ne abbia a male.
I numeri chiave
Il preventivo 2013 presenta un disavanzo di gestione corrente di 198.5 milioni di franchi e un autofinanziamento di 2 milioni di franchi. Considerato un onere netto per investimenti pari a 223.6 milioni di franchi, per il 2013 si prospetta un aumento del debito pubblico di 221.6 milioni.
La crisi grava sulle casse del Cantone
La grave crisi del settore bancario, iniziata nel 2007, e la grave crisi economica internazionale, conclamatasi sul finire del 2008, hanno purtroppo drasticamente frenato l’evoluzione economica anche in Ticino, che ha vissuto non solo una frenata della crescita ma una vera e propria recessione nel 2009. Crisi che non si è esaurita ma che continuerà a influenzare l’evoluzione economica cantonale nei prossimi anni.
Nel settore bancario già saltati 700 posti di lavoro
A ciò si sono aggiunti gli effetti del rafforzamento della nostra moneta nei confronti dell’Euro come pure l’insicurezza sulle condizioni di contesto nelle quali è chiamata e sarà chiamata a operare la piazza bancaria e finanziaria ticinese, importante settore economico cantonale, che ha già registrato una rilevante contrazione di posti di lavoro, quantificata per il settore bancario in Ticino in una riduzione di circa 700 posti di lavoro tra il 2007 ed il 2010, pari ad una contrazione del -8.6%.
Serve la responsabilità di tutti
Un Cantone che lasciasse semplicemente correre l’aumento del debito pubblico, si troverebbe fra qualche anno, nella difficile situazione che stanno vivendo alcuni Paesi europei, costretti a chiedere sacrifici ben più incisivi e brutali ai propri cittadini. Mantenere i conti sotto controllo è un esercizio difficile e impegnativo che richiede un’ampia condivisione in un quadro comune di reale assunzione di responsabilità in Governo, in Parlamento, nelle forze politiche e sindacali, e nel Paese.
Gli sgravi fiscali non sono una via praticabile
La politica fiscale è un esempio di questa impegno. Benché possa stimolare l’economia e i consumi, proporre in questo momento alleggerimenti fiscali con impatto sulle entrate dello Stato di centinaia di milioni di franchi senza saperli e poterli adeguatamente compensare sul fronte delle uscite, non è una via praticabile e pregiudicherebbe inoltre la necessaria condivisione politica e sociale nell’ambito della rivisitazione della spesa pubblica.
Ma in futuro….
La politica fiscale, alla quale non intendiamo comunque rinunciare, dovrà quindi essere sostenibile e in questo senso dovremo saper trovare nei prossimi anni, come è stato fatto nello scorso quadriennio, dei margini di manovra per consentire al Ticino di affrontare delle riforme fiscali con gradualità e selezionando gli interventi.
L’aumento della spesa
Il preventivo 2013 presenta un aumento limitato delle spese correnti (+80.1 milioni di franchi, pari al 2.4%), che, senza considerare l’impatto dovuto al risanamento della Cassa pensioni (33.8 milioni di franchi), si attesterebbe all’1.4%. Una crescita quindi limitata, sulla quale incide in modo considerevole un contenimento dei costi nel settore dei beni e servizi (-2.3%) e quindi delle spese di funzionamento dell’amministrazione, considerando anche la contenuta crescita delle spese per il personale.
“Parlamento, basta rinvii!"
Il Governo auspica quindi che il preventivo 2013 possa beneficiare di un ampio sostegno da parte del Parlamento. Rinviare ulteriormente le necessarie decisioni in vista di un consolidamento delle finanze cantonali come avvenuto con il preventivo 2012 non farà che rendere ancora più fragili le finanze cantonali.
“I tagli e gli aggravi: proposte sostenibili”
Per quanto riguarda le misure di risparmio proposte al Parlamento, riteniamo che si tratti di proposte politicamente giustificate e sostenibili considerato il contesto, non solo finanziario ma anche economico, in cui è chiamato ad agire il Cantone. Misure che richiederanno delle rinunce ai vari attori interessati. In questo contesto, il Consiglio di Stato ha chiaramente scelto di preservare e continuare a tutelare le fasce più deboli della popolazione.
94 milioni di miglioramento
Le misure proposte permettono di concretizzare un miglioramento del risultato d’esercizio di 94 milioni di franchi.
Compreso un tesoretto, stimato in 28 milioni
Con il preventivo 2013, proponiamo infatti di introdurre già a livello di documento previsionale una stima delle sopravvenienze fiscali che potrebbero verificarsi nel corso dell’anno. Questa modifica di prassi contabile, che comporta un aumento dei gettiti preventivati, dovrebbe contribuire a limitare le differenze tra le cifre di preventivo e di consuntivo.
Il personale costa un miliardo all’anno
Le spese per il personale raggiungono oramai quasi un miliardo di franchi, pari a quasi 1/3 della spesa complessiva del Cantone. Appare quindi inevitabile che anche i dipendenti dello Stato siano chiamati a contribuire al risanamento delle finanze cantonali. La proposta prevede l’introduzione di un contributo straordinario di risanamento pari al 2%, esenti i primi 20'000.- franchi di stipendio e proporzionale al grado di occupazione; il contributo sarà pari al 3% per i Consiglieri di Stato e per il personale alle dipendenze del Cantone con salari uguali o superiori a quello di un Consigliere di Stato.
Sui comuni 20 milioni di franchi
È previsto un aumento di 20 milioni di franchi della quota dei Comuni al finanziamento delle spese sostenute dal Cantone nel settore delle assicurazioni sociali, tramite una partecipazione supplementare definita in base alla popolazione residente permanente. L’aumento sarà limitato al periodo 2013-2016. Vi sarà quindi il tempo per eventualmente riuscire a identificare e convenire con i Comuni misure sostitutive più aderenti al principio di un’efficace ripartizione dei compiti fra i due livelli istituzionali.
Colpiti i sussidi di casse malati
Il Consiglio di Stato ha recentemente già licenziato il messaggio sulla diminuzione del coefficiente cantonale di finanziamento della riduzione del premio nell’assicurazione sociale e obbligatoria contro le malattie dal 73.5% al 70%.
La diminuzione del coefficiente non tocca i beneficiari di prestazioni complementari all’AVS/AI, per i quali il Cantone si assume il premio di cassa malattia fino all’importo forfettario riconosciuto dalla Confederazione.
E non saranno toccati neppure i beneficiari di prestazioni Laps (indennità straordinarie di disoccupazione, AFI, API e prestazioni d’assistenza), che ricevono la riduzione del premio massima fino a concorrenza della lacuna di reddito.
Il taglio curioso
Nelle elezioni dei Consigli comunali e dei Municipi lo spoglio viene svolto centralmente dal Cantone a Bellinzona. Finora i costi dello spoglio erano assunti interamente da quest’ultimo. Tuttavia, trattandosi del rinnovo dei poteri comunali, il Governo ritiene ragionevole di fatto che sia il comune a sopportare i relativi oneri. Pertanto si propone di addebitare ai Comuni i costi dei lavori di spoglio.
AELLE