I leghisti mettono sul tavolo della discussione sul preventivo il loro rapporto. E fissano tre paletti vincolanti per dare luce verde al testo del Governo

BELLINZONA – E infine è arrivato anche il rapporto della Lega sul preventivo 2013. Dopo quello del PLR, che propone il rinvio della discussione a gennaio, quello del PPD che invita il Gran Consiglio a bocciare il documento, quello dei PS che chiede di approvare il preventivo ma senza i tagli più dolorosi (salario statali e sussidi casse malati), ecco il testo leghista, disponibile ad approvare i conti, ma con una serie di misure vincolanti.
Tre misure per dire sì
La Lega per dare il suo avallo al preventivo invita il Gran Consiglio ad accogliere le nuove proposte presentate dal Governo che portano il disavanzo previsto a 180 milioni. Due: ridurre le uscite per beni e servizi di ulteriori dieci milioni di franchi ripartiti su tutti i dipartimenti. Tre: ridurre il tasso di ammortamento medio di un punto percentuale. Con la variazione percentuale di un punto il Cantone recupererebbe circa 12 e mezzo di franchi, stando ai calcoli leghisti.
“Con queste tre misure il disavanzo si ridurrebbe a 157'587'280.- raggiungendo in pratica l’obiettivo prefissato dai presidenti di PLR, PPD e Lega”, scrive il realtore Attilio Bignasca nel rapporto sottoscritto anche dagli altri Commissari leghisti in Gestione Michele Barra, Fabio Badasci e Michele Foletti.
“Al taglio sui salari dei dipendenti si può rinunciare, se…”
La Lega si dice disponibile a rinunciare al taglio degli stipendi del 2% per tutti i dipendenti statali. “La condizione che poniamo – si legge nel rapporto - è l’impegno vincolante del Governo a non sostituire almeno 100 dipendenti in fine carriera ogni anno”.
“Una sottocommisione per il preventivo 2014”
La Lega propone l’istituzione di una sottocommisione dei capigruppo per analizzare tutte le proposte che sono state tratteggiate nei vari rapporti sul preventivo 2013 e di trovare quel consenso necessario per proporre soluzioni concrete al Consiglio di Stato in vista dell’allestimento del preventivo 2014 nel mese di aprile del prossimo anno.
“Le mezze verità del PS”
Nel rapporto leghista vi è anche una critica precisa al partito socialista sulla proposta di cedere alla Cassa Pensioni dello Stato uno o più immobili per compensare la misura del taglio del 2% degli stipendi per il 2013. "Un’operazione del genere - si legge nel rapporto - non può essere pensata per migliorare il preventivo 2013 perché i 22 milioni derivanti dalla cessione dovrebbero essere ripartiti sui 39 anni della durata delle annualità che il Cantone dovrà versare alla Cassa Pensioni dello Stato per il suo risanamento. Ma sappiamo da tempo che le mezze verità sono il pane che il PS distribuisce ai suoi discepoli”.
“La nostra proposta una via per non bocciare il preventivo”
“Siamo consapevoli – scrivono i commissare leghisti - che la nostra proposta non risolve i problemi strutturali della spesa pubblica del Cantone Ticino, ma ha almeno il vantaggio di ridurre il deficit preventivato di circa 41 milioni. Approvando la nostra proposta si evita la bocciatura del Preventivo che comporterebbe tutta una serie di implicazioni pratiche che penalizzerebbero non solo l’attività dell’amministrazione, ma soprattutto di enti ed associazioni che operano a favore dei cittadini meno fortunati di questo cantone”.