L'organismo di sorveglianza: "Troppi abbandoni interni e mancanza di coordinamento tra procuratori"

LUGANO – In merito alla richiesta dell’associazione Bel Ticino sui procedimenti penali aperti contro il presidente della Lega Giuliano Bignasca, il Consiglio della Magistratura ha rilevato alcune disfunzioni ed emanato raccomandazioni al Ministero pubblico. Pur ritenendo, scrive oggi il Caffè riportando la presa di posizione, “che non sussistano i presupposti per procedere ad accertamenti preliminari o all’apertura di procedimenti disciplinari contro i singoli procuratori pubblici”.
Ricordiamo che sono 243 le denunce inoltrate contro Bignasca dal 1991 al giugno dell’anno scorso. Dagli accertamenti fatti dal Consiglio della Magistratura emerge che una cinquantina di queste denunce “è stato evaso con abbandoni interni, cioè con decisioni di norma non intimate alle parti”. Una procedura non più permessa dal nuovo Codice di procedura penale, entrato in vigore nel gennaio del 2011.
Ma anche con le disposizioni del vecchio codice, “l’abbandono interno poteva essere deciso solo con prudenza - sottolinea il CM -, la relativamente alta percentuale di questo tipo di decisioni può destare sorpresa e perplessità”. In sostanza, per l’organo di vigilanza, che ha analizzato i singoli procedimenti, si è abusato di questi “abbandoni interni”. Una critica a cui il Procuratore generale John Noseda, che ha ereditato le denunce dal suo predecessore al Ministero pubblico, ha replicato precisando “che far capo agli abbandoni interni costituiva una prassi generalizzata”. Comunque, per il CM questa prassi nel caso di Bignasca “non può essere intesa quale volontà di favorirlo”.
Il Consiglio raccomanda infine al Procuratore generale di valutare eventuali misure di monitoraggio e di coordinamento sul lungo periodo per dossier riconducibili ad un singolo soggetto. “La loro assegnazione a più magistrati rischia di comportare un’evasione dei casi senza una necessaria visione d’assieme”.