POLITICA E POTERE
Gobbi felice per Maroni: "Ora il Ticino ha un amico al Pirellone"
Intervista al ministro delle istituzioni: "Ieri sera gli ho mandato un sms di congratulazioni. Presto ci incontreremo informalmente, come piace a noi"

MILANO/BELLINZONA - Da ieri sera Roberto Maroni è il nuovo presidente della Regione Lombardia. Il segretario della Lega Nord ha sconfitto il candidato del centrosinistra Umberto Ambrosoli nella corsa al Pirellone.

Maroni conosce bene il nostro Cantone, con cui si è confrontato anche in veste ufficiale, da rappresentante politico della Lega Nord o da ex Ministro degli Interni italiano. Il 22 marzo dello scorso anno, ad esempio, fece visita a Giuliano Bignasca in via Monte Boglia. E il 4 luglio del 2011, in piena crisi sul blocco dei ristorni dei frontalieri, il ministro del istituzioni Norman Gobbi lo incontrò a Varese. Solo per citare i casi più recenti.

Norman Gobbi come commenta l'elezione di Maroni?
"Sicuramente l'aspetto positivo è che al Pirellone avremo qualcuno disposto ad ascoltare, un amico del Canton Ticino. Penso che rispetto al suo predecessore Roberto Formigoni, con cui c'erano delle difficoltà di dialogo, con Maroni sarà molto più semplice dialogare".  

Che tipo è il nuovo presidente della Lombardia?
"Una delle sue principali qualità è che è una persona sempre disposta ad ascoltare le ragioni degli altri. Per noi che abbiamo già delle enormi difficoltà a discutere con Roma, se anche con Milano non riusciamo a parlare in modo costruttivo, diventa difficile. Con la sua capacità di dialogo le cose non potranno che migliorare".

Un vantaggio nel dialogo è anche che Maroni conosce bene la realtà ticinese.
"Ovviamente. Lui è di Lozza, provincia di Varese, che è a cinque chilometri dal confine del Gaggiolo. Quindi conosce perfettamente il Canton Ticino e la realtà di confine, con le sue varie problematiche, più in generale. È chiaro che non mi sfugge che il Governo della Lombardia, con al centro una delle più grandi metropoli europee come Milano, dovrà confrontarsi principalmente con realtà diverse dal Ticino. Ma sono altrettanto sicuro che Maroni si rende perfettamente conto della valenza come partner che può avere il nostro Canone per la sua Regione".

Pensa che la presidenza di Maroni stempererà anche il clima infuocato intorno al tema dei frontalieri? 
"Ovviamente ognuno difenderà gli interessi del suo territorio. Ma ci sono anche interessi comuni che con il dialogo potremo affrontare insieme". 

Lo ha sentito?
"No, non ancora perché ieri era impossibile con tutte le interviste e gli appuntamenti post voto. Gli ho mandato comunque un sms di congratulazioni e  presto sicuramente ci vedremo. Ho già preso contatto con il suoe entourage per un incontro informale, come piace a noi".

Infine, del risultato elettorale italiano cosa mi dice? 
"Mi pare che sia sotto gli occhi di tutti una realtà molto frastagliata. Il che posticipa le discussioni su diversi dossier aperti e pendenti tra il nostro Paese e l'Italia cose. D'altra parte se non c'è un Governo con chi discuti? Mi riferisco ai dossier più sensibili di competenza federale. Mentre penso che sui temi specifici, che toccano il Ticino, come la collaborazione fra le polizia di qua e di là della frontiera, non avremo particolari problemi a consolidarli".

AELLE

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