POLITICA E POTERE
Chiasso, PPD e PS contro il preventivo: "È da rimandare al mittente"
Il rapporto di minoranza chiede di votare la non entrata in materia: "Non vogliamo essere corresponsabili del continuo degrado delle finanze comunali"

CHIASSO - Un preventivo così non lo votiamo. Nella lunga discussione sullo stato dei conti e sulle prospettive finanziarie del comune di Chiasso s'inserisce ora la proposta di respingere il messaggio del Municipio votando la non entrata in materia e rimandare quindi al mittente il preventivo. La proposta arriva dal rapporto di minoranza sostenuto dal PPD e dal PS-US. Firmatari: i consiglieri comunali Girogio Fonio del PPD, Fernando Buzzi e Daniele Canova di Unità socialista.

"Alla luce del Piano Finanziario 2013–2016 il preventivo per il 2013 appare ancora più preoccupante. Malgrado le entrate per la vendita di una quota parte di un terreno all’AGE SA previsto nel 2013, il disavanzo medio per i 4 anni è di circa 2 milioni all’anno e l’indebitamento salirà a 75 milioni mentre il capitale proprio, più che dimezzato calerà a 7,5 mio" si legge nel rapporto.

Viste le scarse probabilità di sopravvenienze fiscali e la contrazione dei contributi cantonali i firmatari del rapporto delineano uno scenario preoccupante per le casse comunali. "In generale, il preventivo per il 2013 è stato allestito con scarso senso della prudenza poiché spesso le entrate previste sono state sopravvalutate e le uscite, invece sottovalutate. Già il preventivo per il 2012 è stato allestito in questo modo, così a fronte di un disavanzo preventivato di 1.2 mio di Fr., si prospetta ora a consuntivo un maggior disavanzo. Alla luce di questo la realtà per i prossimi anni potrebbe rivelarsi drammatica per le finanze del comune di Chiasso". 

Nel merito più politico i contrari al preventivo 2013 sostengono che questo è "nato già di per sé strampalato, infatti contiene misure non ancora votate in Consiglio Comunale, che potrebbero essere bocciate e che sono soggette a referendum. Inoltre il ricavato della vendita del terreno all’AGE SA finisce direttamente nella gestione corrente invece di venir registrato come un ricavo straordinario". Non solo:  "All’inizio dell’esame del preventivo - si legge nel documento - la commissione della Gestione è stata confrontata, con due visioni contrastanti sullo stato delle finanze, quella positiva e poco preoccupata del Municipio, Sindaco e capo-dicastero finanze in testa, e quella decisamente preoccupata del capo-servizio e direttore dei servizi finanziari. Purtroppo la maggioranza della Commissione della Gestione non ha ritenuto opportuno approfondire i numeri e le ragioni del capo-servizio (30 anni di esperienza nella gestione delle finanze del Comune)".  

Tutti motivi quelli esposti che hanno convinto la minoranza che "tra non molto potremo addirittura parlare di “finanze devastate”, considerando che sono state esaurite le riserve fiscali date dalle sopravvenienze d’imposta ed ora si sta cercando di vendere il patrimonio del comune (terreno AGE, Comacini e altri immobili) per finanziare i deficit milionari della gestione corrente. Una volta esaurito l’effetto diqueste vendite (3-4 anni), il comune si troveràincapace a sostenere i servizi offerti alla cittadinanza, con il patrimonio comunale praticamente azzerata". 

Inoltre, scrivono i firmatari del rapporto di minoranza, "Quello che ci preoccupa sono pure le voci che parlano di possibili vendite dell’AGE SA alla AIL del comune di Lugano. Dal momento che in Ticino queste evoluzioni non sono ancora tema di attualità, non vorremmo che nel mirino di qualcuno per una eventuale alienazione, ci sia pure l’AGE SA, una volta esauriti gli altri beni patrimoniali". 

"Ma si tratta di incapacità a vedere i problemi o piuttosto siamo di fronte al tentativo di nascondere la realtà da parte del Municipio e della maggioranza del CC?" si chiedono retoricamente i consiglieri della minoranza che lamentano l'impossibilità di "impostare una discussione costruttiva sulle misure da prendere. Non è colpa di nessuno se la crisi ha causato una diminuzione drastica delle entrate fiscali. Non è questo però il modo di gestire la difficile situazione e soprattutto è sbagliato e scorretto offuscare la realtà alla cittadinanza: i problemi erano già evidenti a partire dal 2008 e alla luce di questo, l’ultima diminuzione del moltiplicatore non è stata per niente una scelta opportuna" quindi "non vogliamo essere corresponsabili del continuo degrado delle finanze comunali e per questo motivo invitiamo il Consiglio Comunale a respingere il messaggio municipale non votando l’entrata in materia". Riuscirà l'opposizione a coalizzarsi come è accaduto a Mendrisio? Affaire a suivre.

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