POLITICA E POTERE
Governo e Parlamento al giro di boa: la pagella dei partiti
Il 10 aprile di due anni fa le elezioni cantonali: siamo a metà legislatura. PPD e Lega danno la sufficienza al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio. PS e PLR li bocciano

BELLINZONA - Oggi è il 10 aprile. E per la politica siamo al giro di boa. Sono infatti passati due anni dalla elezioni cantonali: è tempo di bilanci di metà legislatura. Una legislatura indubbiamente difficile, nata sotto la stella della maggioranza relativa leghista in Governo e di quella del PLR in Gran Consiglio.  

E proprio l'equilibrio tra i partiti in Parlamento ha provocato spesso e volentieri delle lunghissime impasse. Se una volta bastavano due partiti per creare una maggioranza e far passare le proposte, ora ne servono almeno tre. PLR, PS, PPD e Lega hanno sostanzialmente gli stessi numeri: ogni partito è ago della bilancia, e in questo quadro politico aumenta il peso anche delle opposizioni, UDC e Verdi.

Il risultato sono estenuanti trattative che spesso producono compromessi annacquati rispetto alle proposte originali. Il che depotenzia in modo significativo l'azione politica di Esecutivo e Legislativo.

È questo il quadro che emerge dalle valutazioni dei capigruppo a cui abbiamo chiesto di dare un voto a Governo e Parlamento per questa prima metà di legislatura.

Attilio Bignasca: "Governo e Parlamento sufficienti" 

"Premesso che come ho sempre detto governa l'amministrazione, e considerando che in Consiglio di Stato sono rappresentati quattro partiti, credo che non si possa pretendere di più di quello che i ministri hanno fatto. La maggioranza relativa in Governo non serve a nulla se non hai la maggioranza in Parlamento, che è detenuta dal PLR. I radicali poi non hanno ancora digerito la sconfitta elettorale e la nomina del comandante della polizia. Tutte le "gabole" che hanno creato a Gobbi sono dovute a quello. Il Parlmento ormai è diventato un parlatorio. Riduciamo a 60 deputati il Gran Consiglio. Sono disposto a farmi rottamare ma non a farmi prendere in giro. Tra i partiti c'è più dialogo ma meno concretezza. Complessivamente darei un 4.5 di incoraggiamento".  

Fiorenzo Dadò: "Bisogna invertire il trend"

"Il Governo merita un 4.5 perché ritengo che alcune problematiche è riuscito ad affrontarle e a portarle in porto con un certo successo. Tuttavia ci sono altri temi, come il preventivo, che sono invece stati affrontati con proposte insufficienti e inopportune, addirittura inaccettabili. Per quanto riguarda il Parlamento non darei più che un 4: dobbiamo migliorare la collaborazione tra i partiti maggiori per affrontare e risolvere le vere questioni del Paese. Serve un Gran Consiglio nettamente più incisivo. Il trend deve migliorare di molto. Il problema è che abbiamo troppi partiti che si equivalgono e non riusciamo a unirci dietro progetti forti: siamo in troppi a far pendere l'ago della bilancia. Per questo si sono creati molti blocchi che alla fine hanno protto solo risultati sbiaditi" 

Christian Vitta: "Governo e Parlamento insufficienti"

"Complessivamente non darei la sufficienza a tutta la classe politica. Non siamo riusciti in questa prima metà di legislatura a portare avanti riforme incisive. Non possiamo essere soddisfatti dei risultati ottenuti. Inoltre ci muoviamo in un periodo economico difficile e questo non ci aiuta a trovare delle soluzioni. Ho un po' paura che uno scatto non sarà facile ottenerlo. Vi è una situazione politica per cui servono i salti morali per costruire queste benedette maggioranze".

Pelin Kandemir Bordoli: "Non abbiamo dato risposte"

"Dare un 4- di incoraggiamento a Governo e Parlamento. Complessivamente dunque un voto insufficiente. Mi pare che ci sia un'enorme difficoltà ad ingranare con i lavori e a fissare delle priorità. Sono passati due anni e le vere preoccupazioni dei cittadini non hanno trovato risposta e in molti casi neppure sono stati affrontati. Mi auguro che nei prossimi due anni si portino a casa progetti importanti. Penso però purtroppo che le cose continueranno così: è difficile trovare le maggioranze e questo è un grosso problema. Inoltre penso che non tutti hanno capito la necessità di lavorare all'interno delle istituzione per trovare delle soluzioni ai problemi urgenti, come l'occupazione e il sostegno a chi è in difficoltà, temi per noi prioritari. In più ci si sono messe anche le elezioni a Lugano che hanno paralizzato un po' tutto e che comunque produrranno delle conseguenze politiche che anch'esse rischiano di far perdurare la paralisi".

AELLE

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