POLITICA E POTERE
Italia sempre più nel caos. Bruciato anche Prodi
L'elezione del presidente della Repubblica si trasforma nello psicodramma del Partito Democratico. L'ex Premier impallinato dai franchi tiratori del suo partito

ROMA - L'Italia è sempre più nel caos. Sono passati oltre 50 giorni dalle elezioni e il Belpaese non ha ancora né un Governo né un Presidente della Repubblica. 

E proprio la scelta del successore di Giorgio Napolitano, sta ulteriormente aggravando la crisi politica. Epicentro del terremoto è il Partito Democratico. Ieri, il PD, partito di maggioranza relativa, aveva proposto in accordo con il partito di Silvio Berlusconi, il nome di Franco Marini. Ma sono stati gli stessi rappresentanti dei democratici a impallinare, nel segreto dell'urna, Marini.

Questa mattina, il segretario PD Pierluigi Bersani ha lanciato la candidatura di Romano Prodi. Un nome che l'assemblea del partito aveva accolto all'unanimità e tra applausi scroscianti. Ma, ancora una volta, nel segreto dell'urna, si sono scatenati i franchi tiratori. E a Prodi sono mancati dalla sua area addirittura un centinaio di voti, rispetto alla soglia di previsione minima.  

Nessun dubbio sul fatto che a "gambizzare" la candidatura di Prodi siano stati una parte degli stessi deputati che l'avevano unanimemente sostenuto questa mattina. Il PDL e la Lega, infatti, non hanno partecipato al voto. Mentre il partito di Mario Monti ha sostenuto la sua candidata Anna Maria Cancellieri e il Movimento di Beppe Grillo, il candidato Stefano Rodotà, che ha totalizzato ben 50 voti in più del potenziale dei 5 Stelle.

Domattina si ricomincia con la quinta votazione. Ma senza nessuna ipotesi concreta da seguire. 

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