POLITICA E POTERE
"In Ticino è emergenza figli". Il PPD vuole un cambio di rotta
Gli azzurri propongono una mozione in sei punti per riorientare la politica familiare a favore della natalità

LUGANO - Il Partito popolare democratico chiede un riorientamento della politica familiare e della politica a favore della natalità. Lo ha fatto in grande stile, con una conferenza stampa, a cui hanno presenziato il presidente Giovanni Jelmini, il capogruppo Fiorenzo Dadò e i deputati Luca Pagani e Gianni Guidicelli.

E proprio i Gran Consiglieri sono autori di una mozione che invita il Consigliuo di Stato a predisporre sei misure affinché vengano eliminati gli che impediscono alle famiglie di avere il numero desiderato di figli e nel contempo offra, in particolare ai bambini dai 0 ai tre anni, l’occasione di poter crescere accanto ai loro genitori. 

"In Ticino c'è un di natalità preoccupante e questo significa che non ci sono abbastanza figli, e questo a suo volta crea prima una società di anziani, destinata poi a scomparire del tutto. In un Paese come il nostro bisogna fare tutto il possibile per togliere ogni ostacolo, di carattere sociale ed economico. Stiamo vivendo una vera e propria emergenza figli". Così Giovanni Jelmini a liberatv.ch

Le sei misure del PPD

1. Si consenta ai genitori di concretizzare l’obiettivo primario della cura dei figli, godendo di autonomia nella scelta dei propri intendimenti. La realizzazione di una tale capacità non passa solo attraverso misure di finanziamento di strutture, ma anche dall’adozione di provvedimenti che permettano di prendersi cura dei figli, senza che ciò comporti svantaggi significativi in termine finanziari e di carriera.

2. Si consideri il lavoro di cura una prestazione altrettanto importante quanto le attività economiche remunerate e non sia disgiunta da una politica che persegue la parità fra uomo e donna.

3. La politica familiare sia attenta al benessere del bambino e del suo sviluppo. Essa dovrebbe pertanto prestare maggiore attenzione all’aumento della capacità e della disponibilità delle famiglie ad impiegare proprie risorse nell’educazione dei figli in tenera età, in particolare dei bambini dai 0 ai tre anni.

4. La politica familiare sia coordinata anche con la presa a carico di persone e parenti bisognosi.

5. La politica familiare sia in armonia con le politiche aziendali a favore della conciliazione lavoro-famiglia, e perciò sviluppata in collaborazione con gli attori economici nell’intento anche di favorire il reinserimento professionale dopo eventuali interruzioni dell’attività consacrate alla cura dei figli.

6. La politica familiare sia finanziariamente sostenibile, fermo restando che in generale una politica attenta al benessere del bambino e del mantenimento del capitale umano è un investimento per il futuro dell’intera società.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

LETTURE

“Il Ticino e i suoi comuni”, storie di un mondo che cambiava

08 OTTOBRE 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Carovita, la rivolta dei sindacati: "Il Governo riconosce solo lo 0,25%, non basta"

07 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Giglia apre nel salotto di Lugano: una nuova casa per i suoi celebri Marron Glacé

06 OTTOBRE 2026
BANCASTATO

Sostenibilità, ecco le tre PMI premiate da BancaStato

06 OTTOBRE 2026
TELERADIO

È morto Marco Blaser, una vita davanti alle telecamere della RSI

05 OTTOBRE 2026
ABITARE

Fortezza Home, sentirsi a casa anche per pochi mesi

05 OTTOBRE 2026
LiberaTV+

IL FEDERALISTA

Marina Masoni: la speranza, l'espediente, il baratro. E "il silenzio sui conti"

27 SETTEMBRE 2026
SECONDO ME

"Basta campare di politica e CdA!"

02 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Dadò: "Inchieste sì, ma indipendenti e credibili"

04 OTTOBRE 2026