L'ex ministra ieri a Palazzo delle Orsoline davanti ai commissari. Ascoltati anche Pietro Martinelli, Luigi Pedrazzini e Gabriele Gendotti

LUGANO - La Commissione d'inchiesta parlamentare sulla Logistica prosegue nel suo lavoro. E se nella prima fase, sfociata nel rapporto intermedio presentato al Gran Consiglio a fine gennaio, si era occupata di aspetti tecnici, gestionali e burocratici, con l'audizione di diversi funzionari, nella nuova fase l'indagine si è spostata sul piano politico.
I commissari hanno interrogato faccia a faccia diversi membri del Governo dal 1995 al 2011. In particolare Pietro Martinelli, Luigi Pedrazzini, Gabriele Gendotti e, proprio ieri, Marina Masoni. L'ex Direttrice del Dipartimento Finanze ed Economia, per 12 alla guida del DFE prima che il timone passasse nelle mani di Laura Sadis, è stata sentita a Palazzo delle Orsoline dai commissari. Un'audizione particolarmente significativa perché fu proprio Masoni a volere Massimo Martignoni alla guida della Logistica. Martignoni che è stato poi esautorato da Capo Sezione dal Consiglio di Stato a seguito del caso Chit. Caso che, a sua volta, ha prodotto la Commissione d'inchiesta.
Ma dalle pochissime indiscrezioni che filtrano pare che non si sia trattato di un interrgotario-bomba. Nessuna rivelazione particolare. E lo stesso vale per Pedrazzini, Martinelli e Gendotti.
È ipotizzabile che il ciclo di audizioni politiche si chiuda prossimamente con Laura Sadis.
Isituita nel febbraio del 2012 la Commissione dovrebbe terminare il suo mandato entro l'anno. I più ottimisti sostengono per l'autunno, altri dicono in inverno. La sensazione, in ogni caso, è che al termine dell'inchiesta verrà confermato il giudizio espresso davanti al Parlamento dal presidente Carlo Luigi Caimi a commento del rapporto intermedio: qualche disfunzione più o meno grave, un'organizzazione da rivedere, soldi da spendere meglio, ma nessun fatto penalmente rilevante. Niente ladri o tangenti, insomma.