Il gruppo liberale radicale in Gran Consiglio si sfila dal piano di risanamento finanziario: "Dai leghisti un atteggiamento ambiguo: non partecipiamo ad esercizi alibi"

BELLINZONA - La road map è sempre più un vicolo cieco. Il piano di revisione dei compiti dello Stato e di risanamento finanziario, frutto di un accordo fra i partiti di Governo, è sempre più in difficoltà.
La Lega ha assunto una posizione critica, dicendo di voler partecipare al gruppo di lavoro solo con il ruolo di osservatore. Una posizione che evidentemente non è piaciuta agli altri partiti, pronti a sfilarsi dall'operazione.
Come ha deciso di fare il partito liberale radicale: "Il gruppo parlamentare del PLR - si legge in una nota - sospende la sua presenza nel gruppo di lavoro della “road map” e attende chiarimenti riguardanti la posizione della Lega entro la prossima riunione. I deputati PLR non sono disposti a tollerare atteggiamenti ambigui. O tutti i firmatari dell’iniziativa sulla “road map” partecipano con ferma convinzione al gruppo di lavoro o il tutto risulta essere una presa in giro dei cittadini ticinesi.
"I liberali radicali - prosegue il comunicato - hanno mantenuto fino ad oggi fede all’impegno preso, ma giunti a questo punto non sono più disposti a tollerare un doppiogiochismo e una mancata assunzione di responsabilità da parte del partito di maggioranza relativa. La Lega infatti ha deciso di rimanere nel gruppo di lavoro “road map” in qualità di osservatore, una posizione ambigua che non può essere accettata. Il PLR non è disponibile a portare in avanti un esercizio alibi in cui la Lega possa decidere, a seconda dei momenti e delle convenienze, se farne parte o meno".