POLITICA E POTERE
Quadri a Ghisletta: "Sembra una barzelletta: pretende di dettare la linea del Mattino"
Il municipale di Lugano replica su Facebook: " Il PS si illudeva che, con l'improvvisa scomparsa del Nano, il Mattino avrebbe chiuso i battenti"

di Lorenzo Quadri

Questa sembra una barzelletta: Raoul Ghisletta pretende di dettare la linea editoriale del Mattino della domenica.  Il PS si illudeva che, con l'improvvisa scomparsa del Nano, il Mattino avrebbe chiuso i battenti, o si sarebbe trasformato in una specie di "popolo e libertà"; ma ai compagni è andata male ancora una volta, e adesso ricorrono ai soliti mezzucci da retrobottega.

Tanto per chiarire una volta in più la situazione - ripetere sempre le stesse cose diventa noioso, ma evidentemente è necessario visto che c'è chi si ostina a non capire - si ribadisce che:

- La linea editoriale del Mattino non la decide Raoul Ghisletta, non la decide il PS, non la decide il Consiglio comunale di Lugano e non la decide nemmeno il Municipio di Lugano;

- Come in tutti i giornali, ci sono dei proprietari e c'è una redazione che stabiliscono la linea editoriale;

- Raoul Ghisletta, il PS, il Consiglio comunale, il Municipio non hanno voce in capitolo;

- Raoul Ghisletta può anche presentare un'interpellanza al giorno, se non ha di meglio da fare, ma i fatti sopra elencati non cambiano. E nemmeno cambia la linea del Mattino;

- Il Partito socialista da anni diffonde odio contro la Lega ed i leghisti con reiterate accuse di "razzismo", "xenofobia", "populismo" e via elencando. Lo stesso partito, prima delle elezioni comunali di Lugano, ha pure votato un proclama antileghista in cui la Lega viene definita "il nemico". Questo partito ed i suoi esponenti non sono nella posizione di fare la morale a chicchessia.

- Vogliamo parlare, tanto per fare un esempio, delle domande a Boris Bignasca pubblicate su Confronti, organo ufficiale del partito socialista (da notare che il Mattino è chiaramente un giornale leghista, ma non è l'organo ufficiale di nessuno)? Non ricordo di aver sentito la vibrante condanna di Ghisletta. 

- Se, come fa Ghisletta, vogliamo metterla sull'istituzionale, non vedo per quale motivo, come municipale, dovrei tollerare denigrazioni nei mei confronti da parte del presidente del Consiglio comunale.

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