POLITICA E POTERE
Rusconi, Freysinger e il saluto nazista: "Paga il prezzo di essere un intellettuale libero e di destra"
Il Consigliere nazionale ticinese difende il collega e amico dopo lo scatto che lo ritrae mentre gli fanno il saluto nazista: "Strumentalizzazioni mediatiche"

BERNA/LUGANO - Oskar Freysinger e Pierre Rusconi in Consiglio Nazionale sono compagni di banco: siedono l'uno a fianco all'altro. E fuori dal Parlamento sono amici. 

Il Consigliere Nazionale e Consigliere di Stato vallesano è finito oggi di nuovo al centro delle polemiche per una fotografia. Nello scatto, durante una cerimonia ufficiale (leggi articolo correlato), si vedono due persone che salutano Freysinger con il saluto nazista. Solo due mesi fa aveva fatto discutere un'altra immagine: a casa dell'esponente UDC era stata filmata una bandiera riconducibile al Secondo Reich, quello di Bismarck. Un vessillo che oggi viene usato come dai neonazisti. 

"Ho comprato questa bandiera a Lubecca circa 15 anni fa, in occasione di una visita ad una esposizione di un sottomarino. E' un elemento decorativo che non è legato per nulla ad una determinata ideologia", aveva spiegato Freysinger.

Mentre sull'ultimo scatto, ha commentato: "Effettivamente dalla foto sembra un vero e proprio saluto hitleriano. Non ho potuto far altro che ridere guardando l'immagine. Ma tutto ciò non ha nulla a che fare con me".
 
Pierre Rusconi, come commenta quest'ultima polemica sul suo collega e amico Freysinger?
"I media strumentalizzano tutto quello che fa o, in questo caso, che non fa. Qualsiasi opportunità per attaccare Freysinger evidentemente è buona".

Però sulle polemiche pesa anche il precedente della bandiera...
"Credo che su quel episodio abbia dato ampie spiegazioni. Ripeto: la verità è che fa comodo attaccarlo. È un pensatore molto libero e non etichettabile, e proprio per questo è oggetto di continue strumentalizzazioni. Paga questo prezzo. Ma i vallesani evidentemente lo hanno capito eleggendolo in Consiglio di Stato".

Beh, anche lui ama provocare.
"Oskar non è sicuramente un estremista ed è sempre disposto al dialogo con tutti, come ha ampiamente dimostrato in questi anni di attività politica. Poi, certo, ama provocare, come fa ogni intellettuale. Ma se l'intellettuale è di destra, come nel caso di Freyisinger, le sue provocazioni sono meno accettate rispetto agli intellettuali di sinistra che sono più omologati al sistema". 

Però il saluto nazista è abbastanza chiaro. Non poteva distanziarsi?
"Ma gesti come quelli sono capitati anche durante le partite della Lazio. È chiaro che c'è una componente di profonda ignoranza in chi fa questi saluti. Sono cose molto sgradevoli, per usare un eufemismo. Questi gesti sono parte di un passato che deve essere sempre ricordato e non in questo modo, ovviamente. Vale anche per il pugno chiuso, però".

Cioè?
"In definitiva Stalin ne ha ammazzati 20 milioni. Per non parlare di Pol Pot…"

Fa il parallelismo fra nazismo e comunismo?
"No, non dico questo. Un parallelismo è impossibile. Il ceppo del nazismo è durato molto meno e si è concentrato in una parte del mondo occidentale. Il comunismo ha fatto più storia ed è una storia più variegata e anche più vicina al nostro presente. In certi Paesi è stato addirittura una transizione necessaria e positiva, per un breve periodo, coma a Cuba o in Vietnam. Ma poi è andata a finire sempre in dittatura. E i massacri sono lì da vedere: dalla Russia staliniana alle purghe di Mao, Pol Pot…ma tornando a Freysinger io mi ritrovo molto nel suo modo di essere e di far politica"

Nel senso?
"Noi due siamo un po' i cani sciolti dell'UDC. Entrambi abbiamo dei comportamenti e delle esternazioni non sempre in linea con la demagogia del partito. Però c'è da aggiungere che il partito ci lascia tutto lo spazio per esternare le nostre differenze e non ci ha mai fatto pressioni.  Io mi ritrovo nel modo di Oskar di affrontare la politica in modo popolare, senza peli sulla lingua, e considerando sempre che c'è del buono e del cattivo in tutto. E poi è un'animalista come me". 

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