Il Municipio di Lugano dopo la clausura annuncia un piano di risanamento a tutto campo. "La situazione è davvero molto ma molto delicata, per usare un eufemismo", dice il sindaco Borradori
LUGANO - Un giorno e mezzo di clausura per concretizzare ciò che già era stato annunciato da settimane. Per le casse di Lugano sono tempi bui, o rossi che dir si voglia, ed è tempo di tirare la cinghia.
Nel primo pomeriggio il Municipio ha convocato la stampa per informare sugli indirizzi intrapresi per risanare le finanze. Davanti ai giornalisti si sono presentati il sindaco Marco Borradori, il capo dicastero finanze Michele Foletti, le municipali Giovanna Masoni e Cristina Zanini Barzaghi.
Il sindaco Borradori ha aperto le danze parlando chiarissimo: "La clausura è stata dedicata esclusivamente al tema delle finanze. La situazione purtroppo dobbiamo confermarlo è davvero molto ma molto difficile, per usare un eufemismo. Noi vogliamo arrivare al pareggio dei conti nel 2018. L'autofinanziamento neutro o positivo dovremmo poterlo raggiungere nel 2015. Nella situazione in cui siamo non potremo neanche fare gli investimenti, cosa che comunque escludiamo perché una Città come Lugano non può fermarsi. Ma certo dovremo limitarli. Abbiamo trovato un accordo di principio sulle misure per ridurre il deficit. Lavoreremo sulle uscite e sulle entrate. In una situazione come questa bisogna essere onesti prima di tutti con se stessi, poi con i rispettivi partiti ed elettori. A nessuno piace fare tagli o aumentare il moltiplicatore, ma la nave va assolutamente raddrizzata, con moderazione ma con estrema fermezza. Non possiamo permetterci di rinunciare a fare politica e dobbiamo garantire un futuro alla Città. E per farlo bisogna avere finanze sane ".
A Michele Foletti è toccato snocciolare le cifre e mettere sul tavolo le "lacrime e il sangue": "Senza una manovra di risanamento dei conti nel 2014 avremo un disavanzo di 77 milioni, nel 2015 di 94 milioni e nel 2016 di 114 milioni. Su un budget di 430 milioni iniziano ad essere delle cifre davvero importanti. Allo stato attuale c'è una mancanza di autofinanziamento della Città, che ci costringe a indebitarci con le banche per finanziare la spesa corrente. Il debito pubblico è di 15'000 franchi per cittadino, considerate che gli Enti locali considerano allarmante un debito pubblico pro capite di 5'000 franchi. Abbiamo deciso di intervenire principalmente sulla gestione corrente, stanziando comunque 60 milioni di investimento all'anno. Nel 2014 dovremo contenere la spesa di 37 milioni, facendo comunque un disavanzo di 40 milioni di franchi, per poi diminuire progressivamente il disavanzo fino al pareggio di bilancio nel 2018".
"Raggiungere questo obbiettivo - ha proseguito Michele Foletti - sarà molto difficile. Il Municipio ha istituito un gruppo di lavoro che dovrà preparare un catalogo di misure per allestire il preventivo. Opereremo sulle uscite, sulle entrate, sull'organizzazione della Città, e sui rapporti con il Cantone e con l'agglomerato. Sulle uscite faremo delle proposte sul personale, prepareremo un piano di prepensionamento, verificheremo tutti servizi e le prestazioni, valuteremo costi e benefici dell'offerta culturale, sportiva, giovanile. Non faremo comunque dei tagli lineari. Sulle entrate faremo una valutazione sull'aumento del moltiplicatore, sulle iniziative per sviluppare la crescita economica, con la modifica del piano regolatore, cercheremo di incrementare lo sponsoring per turismo e cultura, valuteremo lo spazio per l'aumento delle tariffe, per l'introduzione di un contributo ecologico e decideremo se mantenere gratis tutte le manifestazioni di Lugano. Inoltre ci concentreremo per un'ottimizzazione della gestione del LAC e vorremmo creare un ente autonomo per la gestione delle case anziani. Con il Cantone vorremmo ridiscutere la perequazione intercomunale per quanto riguarda il contributo che versa Lugano".