POLITICA E POTERE
USA-Svizzera: firmato l'accordo fiscale
Le banche elvetiche che hanno gestito capitali americani rischiano multe molto salate tra il 20 e 50% del valore del denaro non dichiarato
BERNA - Svizzera e Stati Uniti hanno firmato ieri un accordo ("Joint Statement") che permette di porre fine alla lunga controversia fiscale tra le banche elvetiche e gli USA. La notizia è stata resa nota ieri a tarda sera dal Dipartimento di giustizia americano e confermata stamane dal Dipartimento federale delle finanze (DFF). I particolari verranno illustrati alla stampa stamane a Berna dalla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. Le banche elvetiche che hanno gestito capitali americani dovranno attendersi multe molto salate.La soluzione convenuta - sottolinea la nota del DFF - "definisce il quadro di cooperazione delle banche con le autorità statunitensi e rispetta la sovranità e l’ordinamento giuridico svizzero".La dichiarazione comune - "Joint Statement"- è stata firmata dall'ambasciatore svizzero a Washington, Manuel Sager, e dal viceprocuratore generale del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti (DoJ), James Cole.Le banche elvetiche che hanno gestito capitali americani rischiano multe molto salate tra il 20 e 50% del valore del denaro non dichiarato, viene indicato.Per gli Stati Uniti la firma di questo documento è un passo importante nella lotta contro l'evasione fiscale. Il ministro americano della giustizia Eric Holder ha dichiarato in un comunicato che il programma permetterà alle autorità di "rafforzare considerevolmente gli sforzi per perseguire con veemenza" coloro che tentano di eludere la legge nascondendo fuori dagli Stati Uniti i loro averi.Il "Joint Statement" rispetta l'ordinamento giuridico elvetico sottolinea in una nota il DFF. La Svizzera si impegna a incoraggiare le banche coinvolte a partecipare al programma. Inoltre promette di assicurare un'assistenza giudiziaria sulla base della convenzione di doppia imposizione con gli Stati Uniti e di trattare le domande rapidamente, con l'impiego del personale se necessario.Da parte loro gli Stati Uniti riconoscono che la menzione di nomi di collaboratori o di terze persone nei documenti trasmessi dalle banche non implica automaticamente che queste abbiano commesso un reato.Se vogliono evitare un procedimento penale negli Stati Uniti, le banche devono partecipare al programma. Il Credit Suisse, le banche cantonali zurighese e basilese e Julius Bär, istituti bancari contro i quali un'inchiesta penale è già stata aperta (categoria 1), non partecipano al programma in quanto stanno già negoziando con la giustizia americana multe e confessioni per evitare una denuncia.Le banche che hanno motivi fondati per credere di aver violato il diritto fiscale statunitense (categoria 2) possono, al più tardi entro il 31 dicembre 2013, richiedere alle autorità americane un "Non-Prosecution Agreement"( "non perseguimento penale").Esse dovranno in seguito fornire alle autorità americane informazioni sulle loro operazioni transfrontaliere - segnatamente gli elenchi di clienti "leaver" ("partiti")- ma non i nominativi di clienti. In particolare dovranno precisare come i clienti americani sono stati attirati e consigliati.Gli istituti della categoria 2 dovranno inoltre pagare una multa, il cui importo sarà commisurato al volume del patrimonio statunitense amministrato non dichiarato e dipenderà dal momento in cui i conti sono stati aperti. Le multe corrispondono al 20% per i conti esistenti al 1° agosto 2008, al 30% per i conti aperti tra il 1° agosto 2008 e il 28 febbraio 2009. Se una banca ha ancora aperto un conto con un patrimonio statunitense non dichiarato dopo il 28 febbraio 2009, la multa corrisponde al 50%. La somma complessiva delle multe potrebbe ammontare a diversi miliardi di franchi.Se un istituto di credito fornisce informazioni che si rivelano false, incomplete o che inducono in errore, non verrà protetto contro perseguimenti penali.Le banche che ritengono di non avere violato il diritto fiscale statunitense (categoria 3) e quelle che svolgono solo un'attività locale (categoria 4) potranno annunciarsi tra il 1° luglio 2014 e il 31 ottobre 2014 presso le autorità statunitensi per richiedere una "Non-Target Letter", una sorte di carta bianca.Il programma approvato non differisce di molto da quello previsto nella "Lex USA", respinta a giugno dal Parlamento. Le autorità avevano tuttavia reso pubblico solo alcuni aspetti. Il regolamento delle multe non era stato svelato.
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