Il presidente del PLR plaude alle proposte fiscali dello studio commissionato da Barra. E sulle pensioni di ministri dice: "Si riformino. Sarebbe la prima misura strutturale di questo Governo"

di Marco Bazzi
BELLINZONA – Prima una battuta sulle pensioni dei consiglieri di Stato, uno dei temi caldi sul tavolo del Governo. Una battuta a modo suo, senza peli sulla lingua. “Riformare il sistema previdenziale dei ministri? Sarebbe la prima misura struttura che esce da questo Governo dopo un anno di road map”, dice il presidente del PLR Rocco Cattaneo.
Quindi, avanti tutta e fuori una proposta. “Sulle pensioni – aggiunge Cattaneo - non vedo alcuna differenza tra i ministri e i funzionari cantonali: se ci sono da pagare i contributi li si pagano e basta”. E conclude: “Speriamo che di misure strutturali ne arrivino altre nei prossimi dieci giorni”.
Ma il tema che più sta a cuore al presidente del PLR è quello dei padroncini e dei frontalieri. Per la precisioni, gli sta a cuore dire che gli è piaciuto lo studio di Marco Bernasconi.
Il documento – che liberatv ha pubblicato nei giorni scorsi in esclusiva (leggi l’articolo allegato) - è intitolato "La fiscalità tra Italia e Svizzera con particolare riferimento a quella riguardante padroncini e “distaccati". Lo ha redatto il professore della SUPSI Marco Bernasconi, considerato il maggiore esperto di fiscalità in Ticinio, su invito del Consigliere di Stato leghista Michele Barra. Barra ha chiesto che questo rapporto venga integrato nel documento globale che sta preparando il Consiglio di Stato sulle problematiche legate al mercato del lavoro.
In sintesi, Bernasconi propone tre cose. La prima è che per contrastare il fenomeno dei padroncini la Svizzera comunichi spontaneamente all'Italia le informazioni su chi sono queste aziende che lavorano in Ticino e quanto incassano dai lavori. Due: siccome l'accordo sui frontalieri è superato da quello sulla libera circolazione delle persone, che venga armonizzata la tassazione fra i lavoratori italiani che giungono in Ticino da oltre Confine, senza più concedere l'ampio vantaggio fiscale di cui oggi beneficia chi viene a lavorare dalla fascia di confine. Tre: che il Governo ticinese chieda immediatamente a Berna che queste proposte vengano inserite nelle trattative fiscali in corso con l'Italia. E che siano pubblicizzate, in modo da cominciare a scoraggiare i padroncini, sbandierando ai quattro venti l'ipotesi che la Svizzera potrebbe presto fornire spontaneamente all'Italia dati sensibili.
“Perfetto – dice Rocco Cattaneo -. Sono d’accordo su tutta la linea. Trovo in particolare geniale l’idea di fornire alle autorità fiscali italiane i dati dei padroncini che lavorano in Ticino. Sono certo che sarebbe un elemento deterrente molto forte per arginare il fenomeno. E che metterebbe sullo stesso piano, dal profilo fiscale, artigiani ticinesi e padroncini. Poi andrà risolto un altro elemento di disparità, che è l’esenzione dell’Iva fino a 10'000 franchi di cui beneficiano i padroncini. Ma confido che Berna capirà il problema”.
Lo leva fiscale, prosegue Cattaneo, va usata anche con i frontalieri: “Intanto – dice il presidente del PLR - bisogna convincere chi andrà a trattare con Roma che la prima cosa da fare è disdire l’accordo sui frontalieri attualmente in vigore, ampiamente superato dagli accordi bilaterali. Dobbiamo trattenere in Ticino una quota maggiore di imposte alla fonte e lasciare che poi i lavoratori si regolino con il fisco italiano. Insomma, bisogna fare in modo che ogni soggetto professionale, che sia un padroncino o un frontaliere, venga trattato fiscalmente nella sua Nazione come noi lo siamo nella nostra. È una questione di reciprocità. E sono sicuro che in questo modo lavorare in Ticino sarà meno interessante, o quantomeno vi sarà più equità fiscale tra residenti e chi proviene da oltre confine”.
Bisogna usare tutti gli strumenti possibili per arginare fenomeni che stanno provocando danni al tessuto economico locale, dice in sostanza Cattaneo. “Se le idee sono buone e attuabili, vanno adottate, da qualsiasi parte politica provengano. Bisogna promuovere una strategia comune e cercare di evitare trasferte a Berna che alla fine si riducono a passeggiate scolastiche, dove non si porta a casa nulla di concreto. A Berna dobbiamo andarci tutti insieme e ben preparati. È finito il tempo degli assoli politici e della rivendicazione della paternità di questa o di quell’altra idea. E trovo che lo studio di Marco Bernasconi sia un ottimo punto di partenza per stilare una lista di proposte e di rivendicazioni”.
Se passasse l’idea della comunicazione spontanea al fisco italiano i dati relativi ai padroncini, conclude Cattaneo, sarebbe inutile, anzi inopportuno, abolire le notifiche on-line, che anzi diverrebbero un prezioso strumento di controllo e di raccolta di informazioni in tempo reale.