L'ex sindaco di Bissone sulle dimissioni annuncia ieri sera dal suo successore: "Fare il sindaco in quel paese è una lotta continua, ma abbiamo la soluzione..."

PORTO ROTONDO – “Gli avevo detto di stare tranquillo, di aspettare, di non farne una questione di principio. Ma alla fine è andata così”. Dalla Sardegna, dove ha vissuto negli ultimi mesi, l’ex sindaco di Bissone Ludwig Grosa commenta la nuova tegola che ha investito il suo Comune. Ieri sera il suo successore, Sergio De Toni, ha annunciato le dimissioni da sindaco dopo il voto del Municipio che ha rifiutato di revocare il mandato all’avvocato Maria Galliani.
“Un atto di coerenza – dice Grosa, che resta leader indiscusso del movimento Nuova Bissone -, ma forse Sergio doveva consultarsi coi suoi colleghi prima della seduta. La sua è stata una decisione un po’ affrettata, ma capisco anche che magari ne abbia piene le scatole. In quel paese lì fare il sindaco è una lotta continua se non appartieni alla coalizione che ha governato per decenni. Ti fanno terrorismo politico, come contro tutti coloro che sono fuori dagli schemi e dai grandi partiti”.
Grosa segue le vicende politiche di Bissone dal suo "buen retiro" di Porto Rotondo, non lontano dall’isoletta di Caprera, che Garibaldi elesse a rifugio dopo una vita di battaglie.
“Adesso che succede? Nulla: abbiamo il nostro sostituto e al posto di De Toni, che mi auguro resti operativo almeno fino alla fine dell’anno, metteremo probabilmente Maurizio Frigerio, ex presidente del Consiglio comunale, una persona di esperienza. Poi vedremo: non è detto che quando le mie vicende giudiziarie saranno concluse io non possa rientrare pienamente in politica, anche se non è la mia principale ambizione. Magari no, vado a New York, dove mi hanno offerto un lavoro. Non so, vedremo”.
emmebi