POLITICA E POTERE
Manifestazione contro il dumping e il Mattino, Ghisletta: "Dalla Lega stile sempre più fascista"
Presentata questa mattina l'adunata che si svolgerà il 19 ottobre a Lugano. "Le polemiche leghiste sulla manifestazione tentano di intimidire i cittadini", ha detto il segretario della VPOD

LUGANO - Ha già fatto discutere nei giorni scorsi, quando è stata lanciata, e probabilmente lo farà fino al giorno del suo svolgimento, sabato 19 ottobre in Piazza Manzoni a Lugano. Parliamo della manifestazione convocata da una ventina di sigle, fortmente orientate a sinistra, tra associazioni, partiti e sindacati, per protestare contro le derive del mercato del lavoro, i tagli che il Governo si appresta a proporre nel preventivo, e il degrado del dibattito politico, con particolare riferimento al Mattino e al Mattinonline, esplicitamente citati dai promotori nel volantino che propaganda l'adunata.

Questa mattina al buffet della stazione di Lugano, alcuni dei promotori hanno convitato la stampa per lanciare la manifestazione e meglio argomentare le ragioni per cui è stata organizzata.

Raoul Ghisletta: "Dai leghisti un stile di stampo fascista"

Durissmo l'intervento del segretario della VPOd Raoul Ghisletta nonché, salvo impreviste sorprese, prossimo presidente del PS di Lugano: "Con questa manifestazione - ha detto - vogliamo rispondere innanzi tutto agli attacchi dei datori di lavoro scorretti che si approfittano della debolezza del personale, applicando la politica del “mangia la minestra o salta finestra”. Vogliamo opporci ai tagli dell’ente pubblico che si prospettano sui servizi sociosanitari, sulle mense, sulla scuola e sui posti di lavoro: a breve vedremo i tagli nei preventivi cantonali e delle città".

"Ma intendiamo anche dire basta - ha aggiunto - ai deliri degli organi della destra, in particolare della Lega dei Ticinesi, che aizzano i lavoratori e i residenti contro i lavoratori stranieri e i sindacati, senza mai muovere un dito a favore di migliori condizioni di lavoro in Ticino. E senza mai dire nulla contro i datori di lavoro e i cittadini privati scorretti, che ad esempio chiamano lavoratori e padroncini dall’estero per farli lavorare sottocosto e a scapito dei datori ticinesi corretti".

"Ribadisco - ha affondato ancora Ghisletta - il nostro diritto a manifestare nonostante le polemiche leghiste sulla manifestazione, che tentano di intimidire i cittadini alla partecipazione e cercano di ridicolizzare e denigrare chi la promuove secondo uno stile che è sempre più di stampo fascista. Ribadisco che è nostro diritto manifestare pacificamente per condizioni economiche e sociali adeguate in Ticino, allo scopo anche di tagliare l’erba sotto i piedi all’intolleranza, alla xenofobia e al fascismo, che per i loro fini elettoralistici e propagandistici si alimentano bassamente con i problemi economici e sociali dei Ticinesi, lasciandoli incancrenire e peggiorare sempre più".

Enrico Borelli: "Contro le politiche del padronato e delle destre"

In conferenza stampa ha preso la parola anche il segretario di UNIA Enrico Borelli: "Non passa settimana - ha detto - senza che vengano intercettate situazioni davvero incresciose. Nel settore edile e artigianale malgrado un accresciuto impegno del sindacato e dei lavoratori si sono oramai affermate logiche produttive che favoriscono il proliferare della mala edilizia. Proprio in questi giorni abbiamo purtroppo dovuto registrare nuovi gravissimi abusi perpetrati ai danni dei lavoratori che in taluni casi non vengono nemmeno più retribuiti per il lavoro svolto. Nel settore terziario la situazione forse è ancora più esplosiva con dinamiche di sostituzione del personale facilitate dall’assenza di contratti collettivi e di minimi salariali ancorati nella legge Così l’ultima frontiera del degrado delle condizioni di impiego è rappresentata dai contratti a 1'000.-- franchi al mese per un impiego al 100%. È francamente una situazione che non può più essere tollerata e che deve spingere tutti noi a mobilitarsi per rafforzare i diritti dei salariati e dell’insieme della popolazione".

"I responsabili di questa situazione - ha argomentato ancora il sindacalista - non sono certamente i lavoratori, né quelli residenti né i migranti ma piuttosto le politiche promosse dal padronato e dalle destre che in questi ultimi 20 anni hanno continuamente eroso i diritti delle persone e portato un attacco frontale allo Stato sociale. I risultati purtroppo li tocchiamo con mano".

"Per questo motivo Unia ha deciso di aderire alla manifestazione indetta a Lugano il prossimo 19 ottobre per il rafforzamento dei diritti economici e sociali perché è solo attraverso il rafforzamento dei diritti che si possono contrastare le gravi distorsioni che investono il mercato del lavoro", ha concluso Borelli.

Nava: "Basta insulti a politici e magistrati"

In conferenza stampa si è espresso anche Giancarlo Nava di Bel Ticino: "Chiediamo rispetto per le persone, per le istituzioni, per la politica. Le persone, donne, uomini, lavoratrici e lavoratori, sindacalisti, giornalisti, uomini politici, di qualunque razza, etnia e religione hanno il diritto di vivere in pace senza essere denigrate continuamente per le loro opinioni e per il loro onesto lavoro. La destra populista tende a criminalizzare e a mettere in cattiva luce gli stranieri e i credenti di altre religioni, mettendo in risalto sistematicamente episodi di cronaca nera a loro attribuiti e attizzando in tal modo la xenofobia in Ticino. E’ ora di smetterla di insultare i politici che fanno il loro dovere ed i magistrati che applicano le leggi sul rispetto della personalità, nonché quelle contro la discriminazione razziale e lo sfruttamento criminale e mafioso della prostituzione! Rivendichiamo maggiore dignità al lavoro, con salari minimi garantiti legalmente che assicurino un tenore di vita adeguato, assicurazioni sociali e servizi pubblici adeguati, affitti accessibili a chi lavora e vive nel Cantone".

Ranzi: "No a un confronto politico che genera razzismo"

"La Sezione socialista di Lugano - ha spiegato dal canto suo la presidente uscente del PS di Lugano Marilena Ranzi - ha aderito alla manifestazione del 19 ottobre con l’intento di cercare di riportare nella Città e nel Cantone un dibattito politico rispettoso e che crei coesione attorno ai temi in un momento difficile. Le richieste di salari minimi legali per assicurare a tutti un tenore di vita adeguato e possibilità adeguate di occupazione ai residenti in Ticino, il rifiuto dei tagli antisociali che andrebbero a colpire chi più ha bisogno di aiuto, la rivendicazione di avere degli alloggi con una pigione sopportabile e servizi pubblici efficienti e a costi contenuti per l’utenza devono essere portate avanti con determinazione da tutti. Non si può più tollerare invece un confronto politico che divide e che crea le premesse per giustificare il razzismo, l’odio e la violenza".

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