Il capo Dicastero polizia di Locarno: "I nostri servizi non sono stati informati di aggressioni a persone che raccolgono le firme. E sui 20'000 franchi... Bergonzoli faccia il nome del suo amico..."

LOCARNO – Ieri la rivelazione del municipale di Locarno Silvano Bergonzoli: “Un ignoto, tramite un mio amico, mi ha offerto 20'000 franchi per il ritiro del referendum contro la Casa del Cinema”.
Oggi la denuncia della sezione locarnese del Partito comunista, che sostiene il referendum: una ragazza di 22 anni che raccoglieva la firme è stata presa a sassate.
La giovane ha raccontato al sito della RSI di essere stata aggredita verbalmente da una donna in zona Burbaglio a Muralto. Poi la donna le avrebbe tirato un sasso colpendola al volto. Ha pure detto che non sporgerà denuncia per evitare di strumentalizzare il fatto.
Ma ha aggiunto: “Questo è solo uno degli episodi, forse il più grave di tutti, perché sfociato in violenza fisica, che noi raccoglitori di firme stiamo subendo ultimamente”.
Insomma, il clima politico a Locarno si surriscalda. Ma il municipale Alain Scherrer, responsabile del Dicastero polizia, smorza gli animi: “I nostri servizi di polizia non sono stati avvertiti per eventuali casi di aggressione – dice a liberatv -. E secondo me questo tipo di notizie – fatta salva la buona fede di tutte le persone coinvolte – rientra in una strategia tesa a puntare i riflettori sul referendum, visto che mancano ormai pochi giorni al termine per la raccolta delle firme”.
E sull’episodio raccontato da Bergonzoli, relativo all’offerta di 20'000 franchi, Scherre dice: “Bergonzoli vorrebbe sapere chi è l’anonimo donatore. Bene, io vorrei sapere invece il nome del suo amico che ha fatto da ambasciatore”.
emmebi