POLITICA E POTERE
Asilanti alla caserma di Losone: Plr e Patriziato lanciano la raccolta firme
La petizione di protesta è stata consegnata ad albergatori, commercianti, Municipi, Patriziati, enti turistici e società immobiliari
LOSONE- La sezione locale del Plr e il Patriziato di Losone hanno indetto ieri un incontro con la stampa per riaffermare le proprie preoccupazioni riguardo la decisione di Berna di indirizzare 130 richiedenti l’asilo per un periodo di tre anni alla Caserma.Presenti alla conferenza il municipale Ivan Catarin, il presidente del gruppo Plr, Daniele Pidò e il rappresentante dell’Ufficio patriziale, Nicola Fornera. Dopo aver riproposto la propria avversità alla decisione di Berna, i due esponenti Plr hanno presentato una nuova iniziativa: ottenere l’appoggio di enti pubblici e privati della regione attraverso una richiesta esplicita da firmare. La petizione di protesta del Plr è stata consegnata ad albergatori, commercianti, Municipi, Patriziati, enti turistici, pro e società immobiliari. I documenti, firmati e ritornati alla sezione entro lunedì 28 ottobre, saranno poi inviati a Berna, quale prova del malcontento della gente del Comune. Inoltre, anche i cittadini potranno esprimersi attraverso il sito internet del gruppo ( www.plrlosone.ch ). “La caserma si trova al centro di un polo turistico vitale per la regione” ha commentato Pidò. “Oltre al golf vi sono aree di svago molto frequentate (sentieri escursionistici, ciclopista, il Meriggio, la scuderia ecc…). Per una zona che fa del turismo e della qualità della vita dei residenti un suo atout, è impensabile insediarvi un centro asilanti. Sappiamo che la Confederazione ha tutti i diritti di stabilire dove collocarli, ma questa scelta ci sembra sbagliata e non corretta. Si è mancato di rispetto al Municipio, tenuto fuori dai giochi e lasciato troppo solo. La nostra sezione si schiera dunque dalla sua parte. Auspichiamo che anche altri enti seguano l’esempio, allineandosi”.Nicola Fornera si è poi soffermato su una questione che riguarda il passato. Nel 1947 infatti, il Patriziato aveva venduto i suoi terreni (diventati parte integrante della piazza d’armi) alla Confederazione ad un prezzo simbolico: “Ci auguriamo che Berna, fra 3 anni, ritorni alla comunità losonese l’immobile ed i fondi ad un prezzo politico”. Fornera ha poi evidenziato lo stato in cui si trovano i terreni che, da tempo, sono impiegati dai militari: “Sono inquinati. Soprattutto dal piombo dei proiettili sparati, per decenni, dalla truppa negli esercizi di tiro. Una perizia lo conferma”. A questo punto, «vorremmo che Berna ci sottoponesse non solo un’offerta allettante, bensì che ci chiarisse che tipo di rifugiati avremo qui e quali garanzie di sicurezza per la popolazione accompagneranno questa presenza». L’incontro si è poi concluso con una provocazione: «Questi richiedenti l’asilo, in fuga dalle guerre, che hanno rifiutato di imbracciare i fucili, imbraccino le pale per bonificare i fondi in questione”.
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