Dalla registrazione illegale effettuata dal direttore del postribolo, emerge che il ministro gli consigliò di ricorrere contro la decisione del Municipio di Lumino che aveva negato la licenza edilizia

BELLINZONA - “Dalla registrazione fatta il 24 maggio, giorno del primo incontro tra il ministro e Luigi Girardi, nel palazzo governativo, emerge che Barra consigliò al direttore del postribolo di fare ricorso contro la decisione del municipio di Lumino che aveva negato la licenza edilizia al locale a luci rosse”. Lo scrive oggi il Caffè, rivelando i contenuti della conversazione registrata dal direttore del Lumino’s il giorno in cui incontrò l’allora ministro Michele Barra a Palazzo delle Orsoline.
Intanto, sul caso è stato sentito dalla magistratura anche l’ex direttore del Territorio, Marco Borradori, che ha confermato agli inquirenti quanto aveva dichiarato al Caffè: quando era lui a dirigere il dipartimento era stata già scartata la soluzione prospettata da Barra ai colleghi di governo per regolarizzare i postriboli fuori dalle zone edificabili. “Aspetto, questo, certamente non da poco in una vicenda su cui, oltre all’indagine giudiziaria, è in corso anche un’inchiesta amministrativa ordinata dal governo”, annota il giornale.
“Il 23 maggio scorso – ricorda il Caffè - il Municipio di Lumino respinse la domanda per la licenza edilizia del postribolo. Il giorno dopo il deputato leghista Silvano Bergonzoli si presentò a Palazzo del governo in compagnia di Girardi. Bergonzoli, che ufficialmente aveva un appuntamento col ministro Barra per discutere del piano regolatore di Locarno, città dove è municipale, chissà perché si portò dietro il direttore del Lumino’s”.
Girardi parla al ministro del suo caso, della licenza negata e Barra suggerisce a Girardi di ricorrere contro il Municipio di Lumino. Certo, potrebbe sembrare un suggerimento scontato, il riconoscimento di un legittimo diritto di Girardi a fare ricorso, aggiunge il Caffè. “Ma il ministro, seduta stante, si consulta con qualcuno del suo ufficio sulla procedura per fare ricorso per poi spiegarla, a sua volta, al direttore del postribolo”.
Alla fine dell’incontro Barra dice a Girardi che entro dieci giorni gli avrebbe fatto sapere qualcosa. Soltanto ora le indagini sono riuscite a ricostruire, sulla base delle registrazioni, date e circostanze di quei colloqui. Sino al 5 agosto quando i tre s’incontrano nell’ufficio di Barra, e Girardi mostra il video compromettente col funzionario del Territorio ripreso al Lumino’s con una prostituta. Il 18 settembre Barra viene convocato dalla procuratrice Valentina Tuoni che gli fa ascoltare la sua voce registrata e il ministro a questo punto querela Girardi.
Intanto, come ha rivelato la RSI nei giorni scorsi, il Governo si è costituito parte civile, dunque accusatore privato, nei confronti di Girardi.