POLITICA E POTERE
Medie di Lugano: “Serve una soluzione vera, non una baraccopoli. Mettiamole all’ex Macello”
Così, in una mozione al Governo, i liberali Badaracco e Viscardi. Pronta la risposta del SISA: “È il miglior modo per buttarla in caciara! Finirà in un'interminabile querelle tra Municipio e molinari, alla faccia degli allievi”

LUGANO – Continua a tenere banco la soluzione cantonale per la ristrutturazione di Palazzo Studi e la costruzione della nuova sede della scuola media di Lugano centro. A chiedere “una soluzione vera e non una semplice baraccopoli” sono ora Roberto Badaracco e Giovanna Viscardi (PLR) con una mozione al Consiglio di Stato.

“Di fronte al piano proposto dal Cantone – ricordano i due cofirmatari nel testo – vi è stata una sollevazione generale, soprattutto da parte dei docenti e di vari gruppi di genitori coinvolti, che hanno quindi lanciato insieme una petizione dal titolo “Quale futuro per la Scuola Media di Lugano Centro?”. Se la soluzione di una sede autonoma, obiettivo primo dei promotori, non verrà attuata, si chiede che venga quantomeno rivisto l’ordine con cui si intende procedere: costruendo prima la nuova sede delle Scuole medie e solo dopo passando alla ristrutturazione del Palazzo Studi”.

Il progetto cantonale infatti prevede che gli allievi del medio durante i lavori di ristrutturazione siano spostati in una struttura provvisoria allestita tra Palazzo Studi e il Parco Ciani, per poi tornare, sempre provvisoriamente, nell’attuale sede per il tempo necessario alla costruzione della nuova Scuola media che verrà edificata al posto del prefabbricato.

Soluzione questa che ha da subito riscontrato numerose critiche (vedi articolo allegato), le maggiori, messe in luce nella mozione, sono: “la dislocazione temporanea della Scuola media in strutture prefabbricate di fronte al Palazzo Studi per un periodo di almeno 7 anni; l’insufficienza e l’inadeguatezza di questi spazi provvisori per accogliere per un periodo così lungo gli studenti. Essi sarebbero forzatamente ridotti e con nessuna possibilità di avere aule accessorie come la biblioteca, la sala multiuso o le palestre. Si prevede un massimo di 250 allievi ma già oggi questa soglia è superata. Ottimale sarebbero spazi per almeno 350 allievi; l'impatto estetico ed ambientale negativo derivante dall’ubicazione della nuova sede a ridosso del Parco Ciani”.

Infine, alla luce di queste considerazioni chiedono quindi al Governo di: attuare velocemente tutti i passi necessari per trovare un'alternativa valida alla Scuola Media di Lugano – che non siano i container provvisori al Parco Ciani – se del caso con la collaborazione della città di Lugano nell'ottica di valutare eventuali ubicazioni alternative o definitive in città, come quella dell'ex Macello; fare in modo che la realizzazione di una struttura definitiva per la Scuola media di Lugano – la cui ubicazione non si conosce ancora – avvenga il più presto possibile”.

La possibilità di usare gli spazi dell’ex Macello, attualmente occupato dagli autogestiti, per la nuova scuola media, è ritenuta dai promotori della mozione e della petizione “una valida alternativa al progetto cantonale per la sua posizione ideale, vicino alla Scuola dell’infanzia e alle elementari, che permetterebbe di concentrare tutto quanto riguarda la Scuola dell’obbligo in un unico luogo”. Su questa soluzione scende in campo però il SISA chiedendo, causticamente, “Badaracco & co. vogliono buttarla in caciara?”

Nel comunicato, ricordano innanzitutto che “Lugano vive da troppo tempo la problematica della Scuola Media 1” e di aver quindi “ribadito la questione da tempo immemore e non a caso l'aveva sollevata con forza anche durante le recenti elezioni comunali, in occasione delle quali quasi nessuno aveva sentito il bisogno di preoccuparsene.”

Ora invece, continua la nota, “la vicenda è giocoforza balzata agli onori della cronaca, e si staglia all'orizzonte una nuova baraccopoli. Morale della favola: come al solito sulla scuola si interviene soltanto allo scoccare dell'allarme rosso, e quando si agisce lo si fa coi piedi, e consultando meno persone interessate possibili (docenti, genitori, allievi)”.

Ma ecco, infine, la ‘stoccata’ del SISA: “Dopo le sacrosante lamentele dei genitori, e di qualche esponente politico non dedito soltanto ai propri interessi, ecco muoversi anche i liberali-radicali Badaracco e Viscardi, con una proposta che non può che alimentare diversi dubbi. Se da una parte non possiamo che rallegrarci della presa in considerazione del problema anche da parte loro - era ora! - aleggia un pesante presentimento sulla natura della loro proposta. Premettendo che dovremmo essere ormai tutti d'accordo sulla necessità di trovare una sistemazione consona alla Scuola Media 1 - era ora! (bis) - non rischia di essere, tale soluzione, una delle migliori maniere per buttarla in caciara, finendo in un'interminabile querelle tra Municipio e molinari, alla faccia degli allievi, che attendono giustamente di potersi accomodare altrove?”

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