POLITICA E POTERE
Savoia fa il funerale al Triciclo: "Volevano fare la road map ma hanno perso la strada"
Il coordinatore dei Verdi: " I problemi del paese sono ancora tutti lì. E i partiti storici anche. Che le due cose siano in relazione tra loro?"

di Sergio Savoia*

La triplice alleanza tra PPD, PLRT e Lega sta affondando sotto il peso delle proprie contraddizioni, come direbbero i comunisti.

Fiorenzo Dadò, smessi gli scomodi panni dello statista, ha dato recentemente in escandescenze, lanciando ultimatum manco fosse George Bush. Se i liberali non fanno come vuole lui, non gioca più e non firma il preventivo. Emme pe pemme!

Tenete conto che i tre componenti della triplice hanno già brigato per rimandare il preventivo a gennaio e per tener fuori dal preventivo i tagli ai sussidi di cassa malati. Evidentemente erano coscienti che la loro linea Maginot era costruita non con robusti blocchi di granito, ma con meringhe alla double crème.

Rocco Cattaneo, giustamente preoccupato che il suo Spa possa fare Splash, sembra in altre faccende affaccendato. In ogni caso il PLR è autonomo. Per litigare non ha bisogno di nessuno: ci riescono benissimo tra di loro. La Sadis bacchetta il suo presidente; lui fustiga lei. Sembra uno di quei romanzi del Settecento, tipo "L'educazione di Justine".

La Lega? Beh, la Lega si sta accorgendo che a fare affari coi liberali di solito vincono loro (hanno 150 anni di esperienza nel farsi i fatti loro). Il partito che fu del Nano ha rinunciato alla propria iniziativa per i trasporti pubblici gratuiti (per non irritare i liberali); ha accettato la pepa tencia del rapporto sui tagli ai sussidi (fatto dall'ineffabile Badasci, cui vengono sempre dati i lavori che gli altri non vogliono fare); ha vestito le grisaglie ministeriali e poi, sul più bello, il PLRT li lascia lì con il naso in mezzo alla faccia, come una sposa abbandonata all'altare con il bouquet in mano e nessuno cui tirarlo in testa.

Ecco, il triciclo, la envencible armada di questo crepuscolo di legislatura, finisce appunto in maniera crepuscolare. Nei giorni più corti dell'anno si consuma l'avventura dell'alleanza più breve della storia.

Volevano mettere un freno al disavanzo, ma gli è slittata la frizione; volevano fare la road map ma hanno perso la strada; volevano risanare le finanze ma nel profondo rosso ci sono finiti loro.

I poderosi latrati dei cani da guardia del bilancio e delle finanze pubbliche adesso sembrano i guaiti di una cucciolata di yorkshire dimenticata in autostrada.

I problemi del paese sono ancora tutti lì. E i partiti storici anche. Che le due cose siano in relazione tra loro?

*articolo pubblicato sul blog di Sergio Savoia: per visitarlo clicca qui

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Raissa Avilés: Maybe a concert, un forse che fa la differenza

23 SETTEMBRE 2026
ENERGIA

Roland David nuovo presidente di AET

21 SETTEMBRE 2026
TELERADIO

RSI, fino a 12 posti di lavoro in meno nel 2027

16 SETTEMBRE 2026
TELERADIO

Diciotto anni di inchieste: torna “Patti chiari” con un test shock sulla cocaina in Ticino

15 SETTEMBRE 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Eventi su misura, il lusso invisibile dell’organizzazione

10 SETTEMBRE 2026
ENERGIA

Successo per la serata di LocarneseTech su energia, resilienza e competitività dell’industria ticinese

10 SETTEMBRE 2026
LiberaTV+

ANALISI

Il Settimo Sigillo

17 SETTEMBRE 2026
SECONDO ME

Bruno Cereghetti e le "veementi filippiche": “Ma le moratorie non servono”

22 SETTEMBRE 2026
POLITICA E POTERE

Media, Politica e Magistratura: informare è un diritto. E un dovere

18 SETTEMBRE 2026