BELLINZONA - Una nuova frecciatina scoccata verso Laura Sadis. Difficile interpretare in altro modo la dichiarazione del numero uno liberale rilasciata in un'intervista a Ticinonline a proposito del mancato riversamento di 28 milioni da parte della Banca Nazionale.Cattaneo non cita direttamente Sadis, chiamando in causa tutto il Consiglio di Stato, ma considerando che la ministra PLR è titolare del Dipartimento delle finanze, dunque prima responsabile del dossier preventivo, e siede nel Consiglio della BNS, la prima destinataria della critica sembra proprio lei. E senza eccesso di malizia. "Il dividendo della BNS - ha detto il presidente del PLR - era una voce di entrata a rischio e il Governo avrebbe dovuto metterlo in evidenza. Secondo me hanno fatto finta di niente per mostrare un preventivo "abbellito" e poterlo così farlo passare prima di Natale. Un rischio che il Governo non avrebbe dovuto nascondere. Soprattutto in una situazione così difficile come quella che siamo chiamati ad affrontare. Fortunatamente grazie a noi liberali radicali la discussione è stata posticipata a gennaio". La critica di Cattaneo è ripresa anche dal presidente del PPD Giovanni Jelmini in un'intervista pubblicata questa mattina dal Corriere del Ticino. Jelmini assolve il Governo sul mancato riversamento dei dividendi della BNS ma, aggiunge, "l'unico appunto può essere eventualmente mosso alla Ministra delle finanze e dell'economia che, se non erro, siede nel Consiglio della Banca Nazionale. Verosimilmente il mancato versamento di dividenti a favore del Ticino era un fatto già noto alla fine dello scorso anno. Se così fosse, sarebbe stato più utile e corretto aggiornare già nel mese di dicembre del 2013 il preventivo, il cui rinvio è stato quanto meno opportuno anche da questo profilo".E pensare che proprio Laura Sadis, commentando la notizia del mancato introito dalla BNS, aveva auspicato ai microfoni della RSI che sulla vicenda non fosse fatta speculazione politica.