Dopo i recenti episodi di corruzione saliti alla ribalta, PPD e Generazione Giovane interrogano l’Esecutivo luganese denunciando la prassi di ‘spezzettamento del credito’ utilizzata da alcuni municipali per eludere i controlli sulle commesse pubbliche

LUGANO – Il gruppo PPD e Generazione Giovani (GG), alla luce degli episodi di corruzione recentemente emersi che vedono coinvolti due funzionari della città di Lugano, interrogano il Municipio cittadino chiedendo conto dei mandati esterni conferiti al di sotto dei 250mila franchi. O meglio, torna a chieder conto.
Infatti, come si ricorda nell’atto, “esattamente un anno fa, il gruppo del Partito Popolare Democratico e Generazione Giovani ha presentato un’interrogazione tendente a conoscere il numero e il valore dei mandati esterni conferiti dal Municipio direttamente a terzi senza obbligo di autorizzazione da parte del Consiglio comunale”, come permesso da un articolo (il 9bis) del Regolamento comunale cittadino. Chiedendo, in particolare, l’elenco di questi incarichi suddiviso per singolo Dicastero.
La risposta, giunta dal Municipio in giugno, “ha lasciato sconcertati in particolare per la politica di spezzettamento del credito”. Prassi questa “che permette a un municipale di evitare la presentazione di un messaggio al Consiglio Comunale, eludendo di fatto il controllo e la verifica di quest’ultimo, non è sicuramente il fine ultimo che si è prefisso il Legislatore votando l'articolo 9Bis!”
E ora, alla luce dei recenti episodi di corruzione, “torna alla ribalta la questione delle deleghe di competenze sulle spese d’investimento. Il Municipio deve quindi garantire la massima trasparenza. Per questa ragione si chiede di conoscere e quindi di pubblicare la lista, nuovamente suddivisa per singoli Dicasteri, di tutte le aziende che hanno beneficiato di mandati diretti”.
Stessa chiarezza è richiesta poi dai firmatari al Municipio anche nell’attribuzione delle nomine dirette senza concorso: “Il PPD e GG ritiene che questa procedura non debba essere utilizzata se non in casi eccezionali e per comprovata urgenza a tutela degli interessi dell’amministrazione affinché non venga eluso il controllo democratico e sia garantita a tutti l’opportunità di proporre la propria candidatura per un impiego presso il Comune di Lugano”.
I promotori dell’interrogazione chiedono dunque all’esecutivo: “Non ritiene il Municipio di dare seguito alla richiesta – più volte esternata dal Consiglio comunale – di pubblicare regolarmente la lista dei mandati conferiti a terzi nell’ambito della competenza delegata a lui delegata ai sensi dell’articolo 9bis?”
“Condivide il Municipio la politica di “spezzettamento” del credito in modo che in un anno non si raggiunga mai l’importo di 250'000 franchi? Non ritiene necessario regolamentare questo modo di procedere, e meglio proibendolo?”
E ancora: “Ritiene il Municipio, attraverso una miglior pianificazione dei propri dicasteri, di poter progressivamente ridurre, compatibilmente con le esigenze specifiche di cui sopra, le spese in delega? Non ritiene il Municipio che, nel caso in cui non si potesse reclutare (eventualmente riformandolo) personale interno all’amministrazione, si debba sempre procedere ad un concorso?”
“In generale – concludono – non ritiene il Municipio che sia necessario rivedere la regolamentazione delle deleghe (mandati diretti) e dei relativi controlli, nonché delle nomine senza concorso?”