Dopo la bufera che si è scatenata intorno al consigliere federale, accusato di aver nascosto quasi mezzo miliardo al fisco svizzero, il Partito Liberale nazionale si schiera apertamente in favore di Schneider-Ammann

BERNA – “L’amministrazione fiscale bernese era informata dei fatti”. Parte da questo presupposto la strenua difesa da parte del PLR nazionale del consigliere federale Johann Schneider-Ammann, accusato di aver nascosto al fisco svizzero circa mezzo miliardo di proventi della Ammann Group in società di comodo a Jersey e in Lussemburgo. I liberali sostengono infatti che tra le autorità fiscali e il gruppo sia stato stipulato un accordo in merito.
Il comunicato dei liberali svizzeri, che potrebbe essere scambiato per una nota ufficiale dell’azienda stessa, afferma che “le leggi fiscali prevedono da tanti anni degli strumenti, sia sul piano nazionale che internazionale, che permettono la creazione di riserve nelle società finanziarie facenti parte del gruppo principale. La prassi di utilizzare società finanziarie è comune nei grandi gruppi. Il Gruppo Ammann e il suo presidente di allora si sono dunque comportati sempre correttamente e nel rispetto della legge.”
Secondo il partito i capitali sotto accusa, rientrati in Svizzera tra il 2007 e il 2009, poco prima dell’elezione del consigliere federale, hanno sì permesso di realizzare dei profitti straordinari dovuti al risparmio fiscale, ma proprio questo metodo permetterebbe di ri-investire i guadagni all’interno dell’azienda garantendole maggiore longevità e assicurando i posti di lavoro in Svizzera. “Ammann Group conta 1'300 collaboratori, di cui 124 apprendisti” puntualizza il comunicato.
Infine il PLR “condanna la denigrazione politica in atto ai danni del consigliere federale, in quanto si tratta semplicemente del caso di un imprenditore che ha agito correttamente e nel rispetto delle leggi.”
red