BRUXELLES - Ad appena due giorni dall'approvazione da parte del popolo svizzero dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, l'Unione Europea reagisce e mette sul tavolo la prima ritorsione. I 28 paesi dell'Ue, pur rispettando l'esito del voto al referendum sulle quote degli immigrati, si aspettano che la Svizzera "onori i propri obblighi derivanti dagli accordi stipulati con l'Unione europea nel quadro del diritto pubblico internazionale".È questa la posizione del Consiglio Europeo espressa al termine della riunione dei ministri degli Affari generali. In particolare, il Consiglio dei ministri Ue ha ricordato che ''le 4 libertà fondamentali sono una parte integrante dei rapporti fra Ue e Confederazione elvetica ed è impossibile accettare una separazione fra la libera circolazione degli individui e quella dei capitali''. Il commissario agli Affari interistituzionali Marcos Sefcovic, ha aggiunto che ''forse la Svizzera è proprio il Paese che ha maggiormente beneficiato della libera circolazione delle persone in Europa''.Oltre alle dichiarazioni di principio ci sono le ritorsioni pratiche. L'Ue non prevede infatti di proseguire il negoziato con la Svizzera sull'elettricità "alla luce della nuova situazione che si è venuta a creare" dopo il voto che è "una potenziale violazione" degli accordi. Lo ha detto la portavoce dell'esecutivo europeo Pia Ahrenkilde. La Commissione Ue ha comunicato alle autorità svizzere la cancellazione della riunione prevista per il prossimo 17 febbraio.