Il presidente della Commissione della legislazione, che ha deciso oggi a maggioranza di non rinviare la legge al Consiglio di Stato, spiega: “Presto per la certezza, ma le posizioni emerse oggi potrebbero tradursi in una luce verde alla revisione”

BELLINZONA –La discussa nuova legge sulla prostituzione non verrà rimandata al Consiglio di Stato. Lo ha deciso questa mattina a maggioranza la Commissione parlamentare della legislazione. Infatti solo PLR e PPD si sono espressi a favore di un rinvio del messaggio, mentre Lega, PS, Verdi e UDC hanno optato per la prosecuzione dei lavori in vista del dibattito in Gran Consiglio.
Il presidente della Commissione Bruno Cereghetti, raggiunto da liberatv, spiega: “Ci sarà sicuramente un messaggio aggiuntivo da parte del Consiglio di Stato. Questo è certo e i contenuti sono già noti perché da noi prediscussi con lo stesso Governo. Poi come Commissione redigeremo un altro rapporto al’indirizzo del plenum, e lì potranno esserci ulteriori emendamenti, proposti anche dalla Commissione stessa”.
Cereghetti spiega anche che dal lavoro della Commissione usciranno almeno due rapporti: “Il primo, a dipendenza dei contenuti del messaggio aggiuntivo, di accoglimento, e il secondo di rigetto”. Rapporti che, aggiunge, dovrebbero rispecchiare le posizioni confermate nella discussione di questa mattina. Quindi, il rapporto di rigetto del messaggio, dovrebbe essere quello di minoranza.
Ma la certezza non c’è, aggiunge: “Stamattina non abbiamo discusso di un rapporto preciso, potrebbero quindi emergerne altri o cambiare alcuni posizioni a seconda degli emendamenti proposti. La discussione di questa mattina si è concentrata su una questione di indirizzo generale, ossia se continuare il lavoro di analisi o meno. Verosimilmente però, le posizioni di questa mattina sulla continuazione dei lavori potrebbe tradursi in una luce verde alla legge. Ora aspettiamo prima di tutto il messaggio aggiuntivo”.
Messaggio aggiuntivo i cui contenuti sono già noti, precisa il deputato socialista: “Riguardano questioni legate agli appartamenti e alle forme di autorizzazione per locali erotici, i controlli sanitari per chi opera nel mercato del sesso e altri aspetti nei confronti dei quali sono state sollevate delle criticità da parte della sottocommissione. “Aspetti – chiosa – che il Governo ha recuperato integralmente e che saranno trasformati in altrettanti emendamenti al testo originale della legge”.
Sui tempi di questa revisione, sottolinea Cereghetti, “auspico come presidente una certa celerità nei lavori commissionali, in modo che l’oggetto possa arrivare alla discussione in parlamento al più presto. Poi certo bisognerà vedere se la revisione sarà oggetto di referendum o meno”.
Infine, sulla bagarre nata negli scorsi giorni a proposito delle pubblicità erotiche, commenta: “Il tema è stato sollevato da poco perciò non era contemplato nella discussione di oggi. Già il prossimo messaggio aggiuntivo potrebbe contenere qualche elemento legato a questo aspetto. È però una tematica estremamente delicata e da valutare attentamente sotto il profilo giuridico. Infatti, se un annuncio violasse il senso comune del pudore, già oggi la magistratura può intervenire. Quando però questa offesa non c’è, la questione diventa molto delicata perché siamo nell’ambito di una professione riconosciuta dalla giurisprudenza del Tribunale federale e perciò presuppone anche la possibilità di propagandare attraverso annunci la propria attività. Individuare quale sia il limite in cui poter porre delle barriere diventa quindi un problema assai delicato”.