POLITICA E POTERE
"È una porcata", "No, un investimento fondamentale": dibattito infuocato sulla partecipazione del Ticino all'Expo
Il Gran Consiglio approva il credito di 3 milioni e mezzo per la partecipazione del nostro Cantone all'esposizione universale che si terrà a Milano il prossimo anno
BELLINZONA - Il credito aveva suscitato aspre polemiche sin dal momento in cui il Consiglio di Stato lo aveva stanziato. E oggi in Gran Consiglio la diatriba è esplosa definitivamente. Favorevoli e contrari non se le sono mandate a dire durante la discussione che ha portato all'approvazione degli ormai famigerati 3 milioni e mezzo di franchi per la partecipazione del Ticino all'Expo 2015 di Milano. A dare luce verde al credito i deputati di PLR, PPD, PS e dalla minoranza del gruppo dei Verdi. Contrari e sulle barricate UDC e Lega. "Porcata", "polpettone avvelenato", "soldi buttati dalla finestra": hanno tuonato gli oppositori. Macché, "un'opportunità straordinaria", "un doveroso investimento per il futuro del Cantone", hanno ribattuto i favorevoli tacciando gli avversari di provincialismo e accusandoli di essere già in campagna elettorale. Ma veniamo ai singoli interventi. Due su tutti, quello del relatore di minoranza Michele Guerra e di maggioranza Walter Gianora. "Noi siamo contrari a questo credito - ha detto il deputato leghista - prima di tutto per rispetto dei cittadini ticinesi. Pochi mesi fa siamo usciti con un accordo di risanamento finanziario, in cui abbiamo messo mano anche i sussidi di cassa malati. Non possiamo accettare che ora il Governo ci chieda di buttare questi soldi dalla finestra investendoli in progetti fumosi e in un Paese inaffidabile come l'Italia. Ci sono già stati 8 arresti ai vertici dei lavori di Expo. Noi proponiamo di dimezzare il credito, ma se non ci sarà l'umiltà di quantomeno adeguare questa spesa, allora voteremo contro al complesso della proposta". E veniamo a Walter Gianora: "Noi non spendiamo 3,5 mezzo in Italia. Il nostro referente è la Confederazione e quindi investiamo il 99% del credito in Ticino e nei progetti condivisi con Berna. Il virus transfrontaliero che ha attaccato alcuni politici nostrani e le smanie della campagna elettorale non hanno portato il dibattito intorno a questa proposta sul piano dell'oggettività. A Milano si attendono circa 20 milioni di spettatori. È un'occasione irripetibile per promuovere il Canton Ticino. Occuperemo un ruolo centrale grazie alla Confederazione che per prima ha creduto nella manifestazione stanziando 23 milioni per poter installare un suo capannone. Dimezzare il credito sarebbe come fare un tavolo a 3 gambe che non servirebbe alla causa. Una mancata adesione avrebbe conseguenze deleterie verso gli altri Cantone e a Confederazione, di cui siamo partner. Quello che andiamo a votare non è un costo ma un vero e proprio investimento. Togliamoci di dosso il complesso di calimero che rischia di promuovere una cultura piagnucolosa". Dal canto suo il presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli, sostenendo il credito, ha sottolineato come "a non far nulla in politica non si sbaglia mai. Ma a non far nulla non si realizza nessun progetto. Qui dobbiamo decidere se partecipare o meno a un grande evento che si svolgerà fuori dalle porte di casa nostra. Credo sarebbe sbagliato non prendersi il rischio di partecipare".
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