Il ministro delle Istituzioni interviene nel caso politico-giudiziario che occupa le cronache recenti e sul metodo Cencelli afferma: “Ogni sistema di nomina ha ovviamente i punti positivi e negativi"

BELLINZONA – "Come tanti cittadini, auspico un celere chiarimento del caso da parte della Procura, nell'interesse dell'immagine della Magistratura tutta nonché dell'attività del Ministero pubblico, che potrà tornare ad operare a ranghi completi". È questo il primo commento rilasciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, a capo del dipartimento delle Istituzioni, intervistato dal CdT.
Un caso che per il ministro va dunque chiarito al più presto, in quanto la vicenda sta provocando anche un danno di immagine alla giustizia ticinese: “Ovviamente non sta giovando all'immagine della Giustizia, la cui amministrazione, e tengo a sottolinearlo come ha indicato il Consiglio della magistratura nel suo rapporto annuale, nel nostro Cantone non presenta particolari problemi. I magistrati devono operare in maniera indipendente e imparziale, facendo pertanto astrazione di simpatie e inimicizie."
“L’elezione di Item è legittima”
Gobbi, incalzato, è tornato anche sulla nomina della neo procuratrice Valentina Item, al centro della bufera dopo le rivelazioni sulla colf assunta in nero dal marito, non rilevando però irregolarità: "Al di là della quota cui sarebbe spettato il magistrato, con gli elementi a disposizione del Parlamento al momento della nomina, evidentemente l'elezione è avvenuta legittimamente, benché contestata dalla Lega”.
Sul sistema di nomine vigente, che avviene per spartizione partitica secondo il manuale Cencelli, Gobbi ha rimarcato come già in passato tale sistema sia stato contestato, e come oggi la rappresentatività partitica non sia garantita alla Magistratura, smorzando poi però un po’ i toni: “Ma ogni sistema di nomina ha ovviamente i punti positivi e negativi" ha affermato il ministro.
red