Abbiamo sentito Andrea Bersani, unico esponente che negli scorsi giorni, prima dell’annuncio, si era espresso “in difesa” di Sadis: “Mi sarei aspettato qualche reazione in più, per questo sono intervenuto”

BELLINZONA – È stato uno scossone per la politica cantonale, ovviamente in particolare per i liberali radicali. L’annuncio a sorpresa di Laura Sadis, che domenica in conferenza stampa, dopo aver vinto le “sue” votazioni, ha annunciato la volontà di non ricandidarsi per un nuovo mandato, ha fatto e sta facendo scorrere fiumi di inchiostro. Ma prima di domenica l’unica voce del partito che si era levata in difesa della direttrice del DFE è stata quella di Andrea Bersani, già vicepresidente Plr e importante voce radicale del partito (leggi articolo correlato).
Ora, a bocce ferme, lo abbiamo di nuovo raggiunto per un commento a quello che lui avrebbe fortemente voluto evitare.
Andrea Bersani, innanzitutto un commento sulla decisione di Laura Sadis? Se l’aspettava?
Se nella tempistica sono rimasto sorpreso, nel senso che non mi aspettavo l’annuncio già ieri sera, dall’altro, vale a dire nel merito, non posso dire di esserlo totalmente; di fronte al crescente isolamento in cui è venuta a trovarsi la signora Sadis e posta di fronte ad un’ennesima dichiarazione di sfiducia da parte della Direzione del Partito nei suoi confronti, credo infatti che questa fosse per lei un’opzione legittima e non poi così sorprendente.
Come giudica le parole di Sadis in merito alla polemica con il presidente Cattaneo? È d’accordo con il j’accuse rivolto proprio al presidente? Si sta delineando un nuovo scontro tra l’anima radicale e quella liberale nel partito?
Vedo nelle parole della signora Sadis un certo e comprensibile fastidio per doversi difendere in casa propria, ma anche la serena consapevolezza che gli organi dirigenti del Partito non credono più in lei, ciò che l’ha verosimilmente indotta a tirare le conclusioni del caso, sottolineando, con lo stile che la contraddistingue, che nessuno è indispensabile. Per quanto concerne quello che lei definisce il suo “j’accuse” contro il Presidente, mi pare di essermi già espresso in modo chiaro; del resto le dichiarazioni del Presidente a mezzo stampa sono note a tutti e ognuno ha potuto prenderne atto. Quanto all’ ipotetico scontro tra anime interne, a prescindere dal fatto che non mi sento di definire Laura Sadis esponente radicale (anche se a taluni fa comodo appiopparle questa etichetta), non credo che la questione debba essere posta in questi termini. Qui si tratta di mettere il PLRT in condizione di recuperare il secondo seggio, ciò che interessa a qualsiasi liberale radicale, a prescindere da correnti e sensibilità; avventurarsi in una campagna senza poter contare sulla forza di un’uscente apprezzata, anche fuori dal Partito, sarà come partire con il freno a mano tirato.
Lei è stato l'unico esponente di spicco del PLR ad uscire pubblicamente sui giornali a difesa di Laura Sadis. Altri politici, soprattutto dell'area radicale, che in passato non si risparmiavano nelle prese di posizione, hanno taciuto. Un silenzio piuttosto fragoroso. Ne è rimasto sorpreso? Deluso?
Ammetto che mi sarei aspettato qualche reazione in più e più nell’immediato. Per questa ragione mi è parso doveroso reagire.
Sadis ha anche parlato della politica ticinese, fatta di troppe urla ed equilibrismi, dandone un giudizio piuttosto impietoso. Concorda con questa analisi? E non crede, come già affermato da alcuni, che anche il Plr si stia piegando a un simil leghismo infarcito di populismo?
Quale sia il livello del dibattito in questo Cantone è sotto gli occhi di tutti; l’attacco personale, l’insulto, la costante messa in dubbio dell’onestà di chi non la pensa allo stesso modo, ma anche l’assenza di qualsiasi senso di autocritica di molti politici ticinesi, i quali preferiscono intravvedere negli stranieri la causa di tutti i mali, sono oramai una costante. Si tende inoltre spesso alla tragicommedia, si propongono, urlando, soluzioni superficiali, magari ad effetto e paganti nell’immediato in termini elettorali, rinunciando nel contempo a difendere quelle meno popolari, anche se più efficaci sul medio e lungo termine. Per quanto concerne il PLR, il rischio che si pieghi a determinati sistemi o al populismo certo esiste, anche se non mi sento di dire che attualmente al suo interno si faccia politica secondo queste logiche e questi metodi. Credo però che il suo futuro passi solo attraverso un chiaro distanziarvisi.
Negli scorsi giorni a più riprese lei si è schierato a favore della ricandidatura di Sadis, affermando che senza di lei il Plr si può scordare il secondo seggio. Crede dunque che la battaglia elettorale ora come ora sia persa in partenza? O meglio come vede la corsa al secondo seggio ora? Chi è che potrebbe prendere il testimone radicale? Nicola Pini? Altri nomi?
Ribadisco che il raggiungimento dell’obiettivo secondo seggio, e lo dico nella speranza beninteso di essere smentito, da oggi si allontana sensibilmente. Proposte di nomi, così tanto per farne, non hanno senso; credo sia dapprima indispensabile conoscere la lista che verrà presentata a breve e la strategia del Partito.
dielle