POLITICA E POTERE
Rusconi a Napolitano: “Nessuna lezione di democrazia da chi forma governi senza elezioni”
E sulle black list: “In sostanza a loro non gliene frega niente”. Bignasca: “Domani nessuna contestazione, lavoriamo”. Quadri: “Libertà di parola, ma ingerenza intollerabile”

BERNA -  “Non ha fatto che ripetere il solito mantra che tutta l’Europa ci ha ripetuto dopo il voto del 9 febbraio.” È questa la prima reazione a caldo che abbiamo raccolto dal Consigliere nazionale Udc Pierre Rusconi, dopo che il presidente della Repubblica Italiana, in visita di Stato a Berna, si era detto “sconcertato dall’esito del voto sui contingenti”, nato proprio dall’iniziativa democentrista (leggi articolo correlato).

Napolitano ha anche affermato che, visto il margine risicato con cui l’iniziativa è stata approvata, auspica ampi spazi per scenari di collaborazione; dichiarazione girata a Rusconi che commenta: “I margini di manovra li ha in mano il Consiglio federale in base a quello che la popolazione ha deciso, forse Napolitano non è abituato a questo tipo di democrazia. Loro fanno e disfano governi senza neanche chiedere al popolo se è d’accordo, ne abbiamo l’esempio: questo è il terzo governo che non è passato dalle urne. Noi abbiamo un altro metro di misura.”

“È legittimo – puntualizza comunque il Consigliere nazionale – che un presidente di un altro Paese possa esprimere la sua opinione, ci mancherebbe, ma questo non collima tanto con le abitudini svizzere.”

E sulle liste nere, argomento subito contrapposto alle dichiarazioni di Napolitano dal presidente della Confederazione Didier Burkhalter, Rusconi afferma che “ormai si tratta di un leitmotiv, noi abbiamo criticato determinate situazioni che non sono accettabili e vanno corrette, e lo ribadiamo ad ogni occasione, e loro ci ribadiscono ogni volta con buona educazione che in sostanza non gliene frega niente.”

“Ormai la situazione è in stand-by – aggiunge Rusconi –, abbiamo concesso troppo grazie alla signora Widmer-Schlumpf, aderendo allo scambio automatico dell’OCSE, e adesso non abbiamo più carte da giocare con l’Italia. L’unico interesse che rimane da parte italiana riguarda l’emersione e la tassazione dei capitali da noi depositati, in quella che è una sorta di amnistia che dovremmo garantire noi, avendo dunque un po’ di margine di manovra, ma intanto il tempo passa e i capitali prendono altre vie.”

Bignasca: “Nessun fischietto domani” 

Abbiamo raggiunto per un breve commento anche il coordinatore della Lega, soprattutto per sondare eventuali intenzioni di contestazioni in occasione della visita di Napolitano a Lugano domani pomeriggio, ma Bignasca ha tagliato subito corto: “Napolitano ha due fortune: è una persona troppo anziana, e dunque non commento le sue dichiarazioni, e in secondo luogo che noi non siamo sindacalisti e il mercoledì pomeriggio lavoriamo, dunque nessuna contestazione in programma”. 

“Se ci saranno dei fischietti non saranno di sicuro forniti dalla Lega” chiude ironicamente Bignasca. 

Quadri: “Lui europeista incallito, si accorgerà domenica l’aria che tira anche a casa sua!”

Anche Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale leghista, non critica la libertà di espressione, ma nel merito delle dichiarazioni le cose cambiano: "Quello di Napolitano è stato un passo falso. Esiste la libertà di parola per cui può dire quello che desidera. Ma se lo scopo della visita in Svizzera è quello di fare propaganda a favore dell'Unione Europea poteva benissimo starsene a Roma". 

"Se il presidente della Repubblica italiana – continua Quadri – non rispetta la volontà popolare del popolo svizzero il problema è suo. Non possiamo che respingere questa ingerenza che non possiamo tollerare. Napolitano è  un europeista incallito ma tra pochi giorni si accorgerà che anche nel suo Paese vinceranno i partiti euroscettici. E quindi dovrà prendere atto di quello che succede in casa sua invece di occuparsi del voto degli svizzeri.”

Infine, sulle prime parole pronunciate da Napolitano, che ha parlato di stop nel percorso europeo elvetico, Quadri non le manda certo a dire e promette battaglia a chi anche da noi la pensa così: "La Svizzera non ha nessun percorso  europeo quindi si sbaglia quando parla di battuta di arresto. È vero che c'è un processo strisciante e anti-democratico portato avanti dal Consiglio Federale e dalla maggioranza del parlamento per avvicinare il nostro Paese all'UE. Ma chi si oppone a questo percorso farà di tutto e di più per impedire che si realizzi e per fare in modo che tutti rispettino la volontà popolare" conclude il Consigliere nazionale leghista. 

dielle / AELLE 

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